Detenuti al lavoro con mandorle e biscotti

Decolla l’intesa tra casa circondariale e Comuni della provincia per il reinserimento sociale
PESCARA. Nei prossimi giorni saranno in cinque, tra Pescara e Montesilvano, i detenuti che andranno a lavorare nelle due amministrazioni civiche, ma l’obiettivo è quello di coinvolgere tutti i 46 Comuni della Provincia. Dell’accordo si è parlato ieri mattina nella casa circondariale San Donato, durante l’incontro promosso dal presidente della Provincia, Antonio Di Marco e dal direttore del carcere, Franco Pettinelli. Incontro al quale hanno partecipato – oltre al provveditore reggente dell’amministrazione penitenziaria d’Abruzzo e Molise, Maria Claudia Di Paolo, e al direttore della Caritas, don Marco Pagnello – anche una trentina di sindaci del Pescarese e alcuni consiglieri provinciali. Così, in quattro, tra i reclusi del San Donato, si recheranno sul posto di lavoro messo a disposizione dal Comune di Pescara, mentre un altro andrà a Montesilvano. Ai cinque è stata offerta un’opportunità di lavoro nel campo della manutenzione del verde, per 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, con un rimborso, a carico dei Comuni, di 300 euro per il detenuto che andrà a lavorare a Montesilvano, e di 120 per i quattro che andranno a lavorare per il Comune di Pescara.
E ieri, nell’occasione dell’iniziativa denominata «Le amministrazioni locali incontrano l’amministrazione penitenziaria», sono state mostrate anche le attività già organizzate nel carcere di San Donato. A partire dal laboratorio per la produzione di mandorle zuccherate della cooperativa sociale di Pescara, Le Tradizioni – di Ornella e Renato Cadreri e Rosa Asfalto - la quale impiega un detenuto.
«Si tratta di un prodotto», racconta Renato Cadreri, «che a Lanciano chiamano “mandorle atterrate”».
Oltre al laboratorio per le mandorle zuccherate, nel carcere è attivo anche un laboratorio di panificazione realizzato dalla coop sociale di Pescara Vita Nova, che dà lavoro a due detenuti. Nel laboratorio, che attraverso la cooperativa ha assunto i due detenuti dal novembre scorso, si sfornano, oltre al pane, anche dei biscotti. Tutti prodotti che poi vengono venduti nei supermercati Conad o sui banchi di acquisto solidale. Altri due laboratori impegnano un totale di 19 detenuti. Si tratta del laboratorio per la digitalizzazione e archiviazione in formato digitale di atti e documenti, attuato dalla cooperativa sociale Alfachi di Chieti, con quattro detenuti, e del laboratorio di calzoleria che ha alle dipendenze quindici detenuti per la produzione di scarpe antinfortunistiche che vengono assegnate, su disposizione del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ai diversi istituti di pena nazionali.
Nel carcere, tuttavia, oltre a una serie di attività culturali, è presente anche l'istituto di ragioneria Manthonè.
Vito de Luca
©RIPRODUZIONE RISERVATA

