Devastate tombe e cappelle: anche il cimitero paga dazio al maltempo

Vetri in frantumi, vasi in mille pezzi, fili elettrici penzolanti, lumini a terra: transennata un’area La furia del nubifragio di 5 giorni fa non ha risparmiato neppure la lapide del tifoso ucciso Rigante
PESCARA. Tombe e cappelle con i vetri spaccati, fili della corrente elettrica divelti e penzolanti, lumini sparsi lungo davanti ai loculi, lungo i percorsi di cemento, vasi in mille pezzi, fiori rinsecchiti trasportati dal vento qui e là, la terra polverizzata e secca sparsa ovunque. Come dopo un uragano. Così si presentava ieri il cimitero di San Silvestro colpito, come tutta la città, dalla gragnuola di grandine e pioggia alluvionale di cinque giorni fa. La furia del maltempo di mercoledì scorso non ha risparmiato neppure la tomba del tifoso del Pescara Domenico Rigante, ucciso il primo maggio 2012, con la bandiera biancazzurra stesa a terra e le fasce arrotolate agli steccati che circondano quel piccolo giardino dei ricordi. I vasi in frantumi sono stesi su un tappeto di verde sintetico inondato di ninnoli.
Ieri gli operai di Attiva (l'azienda che si occupa della gestione dei cimiteri di San Silvestro e dei Colli) hanno continuato, come fanno ogni giorno, i lavori di pulizia dell'area cimiteriale e apposto le transenne per delimitare il pericolo intorno alle cappelle dei defunti e alle tombe che presentavano i vetri spezzati dal bombardamento delle palle gelate dei giorni scorsi.
Per terra, lungo le passerelle davanti ai fornetti, una fila disordinata di pezzi di plastica bianca staccatisi dall'alto, lungo i muri dove corrono i fili, penzolanti, della corrente che danno elettricità alle lampade votive.
Non c'è più ordine tra le tombe dell'area cimiteriale, solo il disordine causato dalla tromba d'aria, dalla pioggia e dalla grandine, che non ha lasciato nulla al suo posto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

