Di Bartolomeo: 45 anni al fronte contro i tumori

1 Aprile 2021

L’ematologo pescarese racconta in un libro la sua missione di medico «Nella mia carriera mai abituato a perdere un paziente, è sempre una ferita»

PESCARA. «In quarantacinque anni di professione sul fronte, come medico e come uomo, non ho mai fatto l’abitudine all’ingiustizia di perdere un paziente. La ferita che si apre non si rimargina mai».
E di ferite dell'animo e del corpo ne ha curate tante, Paolo Di Bartolomeo, 70 anni, ematologo pescarese in pensione, 2mila trapianti di midollo osseo all'attivo, che nel libro "Io sono con te- Vita in corsia tra pianti e gioie" (Baldini + Castoldi) in uscita oggi in tutta Italia, racconta l'esperienza maturata all'ospedale di Pescara in quasi mezzo secolo. Vite salvate, ma anche no, tra la fatica di turni massacranti, la sofferenza, il dolore, il sollievo di una diagnosi andata a buon fine. Ha «vissuto duemila e una vita, la sua e quella dei pazienti» Di Bartolomeo, che ha scritto il libro a quattro mani con lo scrittore milanese Andrea Mercurio. Da quando era «solo un giovane neolaureato fino al giorno del pensionamento», ha eseguito i trapianti «sempre accerchiato dallo spettro della morte», non ha esitato a mescolare la sua storia «a quella dei suoi pazienti bambini, ragazzi e ragazze, uomini e donne, tutti diversi e tutti accomunati dalle malattie del sangue: aplasia midollare, talassemia, mieloma, linfoma e la più feroce di tutte, la bestia: la leucemia, nelle sue forme più subdole e violente». Li ha «ascoltati e aiutati», per loro è stato «medico, amico e confidente». Il volume racconta il dramma di chi vive un'esperienza sospesa tra la vita e la morte, ma dentro c'è anche la speranza. Pagine che sono «un inno alla vita contro ogni ostacolo». Storie di chi ha sofferto, tristi o a lieto fine, di coraggio e di sofferenza, storie inverosimili, come quella delle tre sorelline affette da leucemia acuta, o emozionanti, come quelle di chi è guarito ed è riuscito a sua volta, contro ogni previsione, a donare la vita.
Ha lavorato in ospedale come assistente medico e poi, dal 1994, come direttore del centro Trapianti midollo osseo annesso al dipartimento di Ematologia. Negli ultimi sei anni della sua carriera lavorativa, ha ricoperto anche il ruolo di direttore dell’Ematologia clinica e direttore del dipartimento di Ematologia. Ha pubblicato oltre 300 articoli scientifici, molti su riviste internazionali. In pensione dal 2018, è membro attivo di società scientifiche e continua a collaborare con il Centro Trapianti di Pescara. La copertina del libro, il cui ricavato andrà in beneficenza, è stata realizzata dal figlio, Luca Di Bartolomeo. (c.co.)