Di Giuseppantonio, l’ultimatum: l’Udc minaccia di andare via

PESCARA . Ultimo appello al centrodestra da parte di Enrico Di Giuseppantonio (Udc): «Subito il vertice della coalizione. Ora basta», tuona, «con le polemiche sterili sui media. È tempo di discutere...
PESCARA . Ultimo appello al centrodestra da parte di Enrico Di Giuseppantonio (Udc): «Subito il vertice della coalizione. Ora basta», tuona, «con le polemiche sterili sui media. È tempo di discutere sulle cose concrete altrimenti prenderemo le nostre severe decisioni».
Un aut aut in piena regola, che arriva dopo l’inaugurazione, in via Carducci a Pescara, della nuova sede della Democrazia cristiana, il partito rinato con l’adesione dell’Udc.
All’inaugurazione erano presenti, fra gli altri, oltre a Di Giuseppantonio, la segretaria Dc Angelica Bianco, di Alessandra Supino, avvocatessa del foro di Chieti, Antonio De Vita, farmacista ed ex assessore al turismo di Caramanico Terme e l’onorevole Giampiero Catone.
Nel suo intervento, Di Giuseppantonio, è stato particolarmente deciso e diretto: «Chiediamo con forza la convocazione urgente di un tavolo per discutere sul programma che proporremo agli abruzzesi. Non possiamo più permetterci di trascorre più tempo a fare polemica sui giornali, bisogna affrontare le questioni, molto serie, che riguardano l’Abruzzo. Noi siamo pronti: abbiamo individuato i nostri candidati, persone autorevoli, capaci e vicine ai territori. Dunque, è necessario incontrarci il prima possibile per definire tutti gli elementi che sono fondamentali per affrontare una dura campagna elettorale che riporti il centrodestra alla guida della Regione. In questo periodo che ci separa dall'apertura della campagna elettorale», aggiunge Di Giuseppantonio, «dobbiamo immediatamente sostituire le polemiche con l’esigenza di cercare creativamente vie per salvaguardare il futuro dell'Abruzzo, ed in modo particolare le generazioni future. Di qui anche la necessità di trovare una via unitaria per il bene comune di tutta la comunità abruzzese. Dobbiamo concordare tutti insieme», ha ammonito Di Giuseppantonio, «cose concrete, cose vitali e cose di tutti gli abruzzesi». (c.s.)

