Di Ilio: pronti a chiedere i danni nessun pericolo per gli studenti

Il rettore annuncia di avere fatto partire un controllo a tappeto in tutti gli uffici di Pescara e Chieti Un perito del tribunale accerterà le cause dei cedimenti nelle facoltà di Lingue e Architettura
PESCARA. Il primo passo è un'ispezione giudiziale in tutti i locali dell'università D'Annunzio di Chieti e Pescara dove sono stati realizzati i lavori di controsoffittatura. Poi, una volta accertate le eventuali responsabilità e le cause tecniche che hanno determinato il crollo del solaio nell'aula dei lettori del dipartimento di Lingue e, successivamente, il cedimento di un pannello nel dipartimento di Architettura, il rettore Carmine Di Ilio valuterà la presentazione di un ricorso contro le ditte che negli anni scorsi hanno eseguito gli interventi di manutenzione nell'ateneo, costati complessivamente circa 200mila euro.
«Se c'è qualcuno che ha sbagliato dovrà pagare», stigmatizza Di Ilio, «visto che durante la scorsa amministrazione sono stati spesi tanti quattrini per rifare i solai. In questo momento la nostra prerogativa è sistemare le coperture e garantire la sicurezza degli studenti, dei docenti e del personale. Ho già fatto partire una verifica a tappeto di tutte le strutture dell'ateneo di Pescara e Chieti, ma è bene precisare che i nostri ragazzi possono stare tranquilli dato che nelle aule dove si fa lezione non ci sono i controsoffitti».
La campagna di rilevamento delle coperture dei locali nelle due sedi distaccate dell'università D'Annunzio è stata disposta dalla direzione «per verificare la presenza di anomalie» subito dopo il cedimento del soffitto di una stanza di 15 metri quadrati al secondo piano della facoltà di Lingue e Letterature straniere, in viale Pindaro, a Pescara, utilizzata per gli incontri con gli studenti. Il 24 aprile scorso l'intonaco e un pezzo di mattone sono venuti giù dal soffitto, provocando un buco di circa 60 centimetri e andando a colpire tra la testa e la spalla l'esperta di lingua tedesca Jana Walther. Da quel giorno, i due piani della facoltà sono stati chiusi dai vigili del fuoco e dichiarati inagibili, in attesa degli accertamenti.
A distanza di un paio di settimane, nella notte tra lunedì e martedì, si è verificato il secondo cedimento, che fortunatamente non ha provocato feriti: un pannello in polistirolo si è staccato ed è stato ritrovato sulla scrivania di una docente del dipartimento di Architettura. Un episodio marginale, ma che contribuisce a tenere alta l'allerta sulle condizioni di sicurezza del polo universitario.
«E' chiaro che se saranno accertate delle situazioni difformi», sottolinea il rettore Di Ilio, «andremo fino in fondo e non escludiamo un ricorso alle vie legali. Dall'esame dei nostri tecnici è stato rilevato che nel dipartimento di Lingue, le tegole sono cadute perché il controsoffitto non era stato sistemato in maniera corretta da chi ha eseguito i lavori. A questo punto, in via cautelare, abbiamo ravvisato l'urgenza di far esaminare lo stato dei luoghi e le condizioni in cui questi versano da un perito del tribunale e per questo abbiamo richiesto un accertamento tecnico preventivo».
Il tribunale dovrà nominare un perito che dovrà stendere una relazione volta a evidenziare le cause tecniche che hanno determinato i due incidenti e le altre, eventuali situazioni di pericolo. «Nel frattempo», rimarca il rettore, «procederemo a rifare completamente il controsoffitto in tutte le aree dell'ateneo dove sarà ravvisata la necessità. La verifica delle coperture, invece, è in atto grazie alla collaborazione della ditta incaricata della manutenzione con i nostri esperti dei dipartimenti di Architettura e Ingegneria e Geologia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

