Di Maio: «Ora serve un piano anziani»

7 Maggio 2020

Il ministro degli Esteri intervistato su Rete 8 parla di emergenza lavoro e assistenza

Da bambino voleva fare il poliziotto, ora è il ministro degli Esteri del governo Conte 2. «La divisa mi ha sempre affascinato. Mi è sempre piaciuta l’idea di far rispettare la legge e ho sempre ammirato le forze dell’ordine», si apre così una lunga intervista di Maurizio Costanzo a Luigi Di Maio, il titolare della Farnesina, andata in onda su Rete 8 durante la trasmissione “il Fatto”. Il ministro degli Esteri ha aperto il suo album dei ricordi e, soprattutto, ha parlato del grave periodo che l’Italia sta attraversando a causa dell’emergenza legata al Coronavirus. Il ministro pentastellato ha ricordato i suoi nonni, venuti a mancare quando era bambino e si è schierato in prima linea per far chiarezza sullo scandalo delle Rsa e case di riposo, dove sono scoppiati focolai che hanno causato la morte di tantissimi anziani. «In questo momento storico il mio pensiero e vicinanza va a tutte quelle famiglie che hanno perso i loro cari anziani. Dobbiamo tutelarli e bisogna trarre insegnamento da certe situazioni. Serve un piano mirato per tutto ciò che riguarda l’assistenza agli anziani, come quello per l’infanzia».
Di Maio, poi, parla delle mascherine e dei dispositivi di protezione, che nelle scorse settimane sono stati difficili da reperire e che sono stati anche sequestrati. «In questo momento il più grande business mondiale sono le mascherine e, purtroppo, quando c’è un grande flusso di denaro c’è sempre qualcuno che si infila...». «Posso dire, però, che in questa crisi tantissime imprese italiane hanno cucito e regalato mascherine ai cittadini. Dobbiamo esserne fieri». All’estero che immagine arriva dell’Italia? «C’è stato un momento in cui l’Italia sembrava l’appestata dell’occidente, però, dopo alcune settimane, gli altri Paesi che ci chiedevano come affrontare le emergenze seguendo e applicando le nostre regole». Il ministro, poi, ricordando il primo maggio, ringrazia tutti i lavoratori: «Un grazie va a coloro che non si sono mai fermati. Dal settore dell’alimentare ai medici, alle forze dell’ordine e agli autotrasportatori. Questa pandemia ha bloccato tutto e faremo di tutto per tutelare il lavoro nella nostra nazione, con una grande attenzione anche per coloro che non hanno un lavoro e lo cercano, specie tra i giovani. Sono la nostra risorsa e non dobbiamo farli emigrare». L’estate è alle porte e Di Maio spera di «garantire a tutti gli italiani un’estate il più normale possibile. Le misure restrittive di adesso serviranno anche per garantire una stagione estiva serena e, se sbagliamo ora, rischiamo di comprometterla tornando a stare chiusi in casa. Non possiamo farlo. Vogliamo far funzionare la nostra industria turistica in un momento di grande difficoltà».
L’immagine dell’Italia e del premier Conte all’estero? «È stimato da tutti. Mi chiedono anche della stabilità del Governo, visto che storicamente ne abbiamo cambiati tanti». Un passaggio anche sullo stato di salute del Movimento 5 Stelle: «Siamo forti, ma dobbiamo trovare la bussola dell’esperienza di governo rispetto a quando eravamo all’opposizione». Espulsioni e inquietudini interne, però, non sono indicatori positivi: «La coesistenza di tante anime deve essere una forza e non il contrario. Sulle espulsioni, poi, ricordiamo che da noi ci sono regole molto rigide e restrittive. Da noi non ci si può candidare all’infinito e questo porta anche a qualche defezione». Si parla di larghe intese e strategie, con chi altro farebbe il Governo? «La mia ambizione futura è quella di riuscire a governare da soli come 5 Stelle. Ci vorrà tempo, ma spero che un giorno ci sia una esperienza autonoma del Movimento. Reddito di cittadinanza? Sono stato criticato, però in questi giorni tre milioni di persone stanno mangiando e non ci sono tensioni sociali».