Di Marco, artigiano del cuoio: «Qualità, il segreto per resistere»

21 Febbraio 2020

PESCARA. «La qualità e l’onestà ci distinguono e ci ripagano di tutti i sacrifici che facciamo ogni giorno per tenere la bottega aperta e sopravvivere ai cambiamenti dei tempi». Di epoche ne ha viste...

PESCARA. «La qualità e l’onestà ci distinguono e ci ripagano di tutti i sacrifici che facciamo ogni giorno per tenere la bottega aperta e sopravvivere ai cambiamenti dei tempi».
Di epoche ne ha viste passare tante, Gianni Di Marco, 60 anni, spoltorese, fondatore di Bambulè («saluto indiano della pace») in via Genova 99. Ha resistito 38 anni sulla stessa strada e oggi l’artigiano rivela al Centro il segreto della longevità di una attività di lavorazione di cuoio e pellami che in quasi 40 anni non ha mai cambiato neppure la sede a fronte di tanti negozi che, intorno, chiudono, si rinnovano, si riciclano, si rilanciano, talvolta a fatica.
Con la moglie Antonella sempre al suo fianco «di sacrifici ne abbiamo fatti tanti, ma il nostro è un prodotto di nicchia. La lavorazione del cuoio è da sempre la mia follia, la difficoltà sta nel far comprendere alla clientela che un oggetto di cuoio dura molto di più, anche decenni, e i costi si ammortizzano nel tempo».
Scherzando, dice: «Forse ho sbagliato materiale, avrei dovuto scegliere prodotti che durassero meno» per ammortizzare spese e costi. Ma l’artigiano del cuoio ha scelto di andare dove lo porta il cuore.
E al Comune lancia codesto appello: «Abbassare le tasse e dare maggiore visibilità agli artigiani».
Il titolare dello storico Bambulè acquista la materia prima in Toscana, «laddove la lavorazione del prodotto ha una forte tradizione». Le pelli utilizzate da Di Marco per fare borse, portafogli, posaceneri, agende, oggetti di ogni genere, persino scacchiere, provengono dalle spalle delle mucche e dei tori. Il processo di lavorazione viene spiegato nei dettagli ai clienti vegani, «piuttosto esigenti» nella richiesta di informazioni prima di mettere in borsa un raro oggetto derivato di animali. La clientela, fidelizzata negli anni ed esperta, raggiunge il negoziante da ogni parte d’Italia, Piemonte, Lombardia, Roma, Puglia, Sicilia: «I tempi sono cambiati, non possiamo più fare magazzino, ma lavoriamo moltissimo su commissione». E poi, vuoi mettere, «l’affetto che lega un oggetto a chi lo regala o lo riceve». (c.co.)