Di Marco: Province senza soldi i parlamentari rinuncino alle ferie

17 Giugno 2015

Il presidente dell’ente di Pescara: il passaggio del personale alle polizie municipali ci mette in difficoltà Il 27 giugno assemblea con deputati e senatori abruzzesi e con i colleghi delle altre tre Province

PESCARA. «Non credo che in questo periodo i parlamentari possano mettere in agenda le vacanze. Anzi, ritengo che nelle loro agende vadano scritte le priorità del territorio». E' determinato il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, che pensa ai mille problemi da affrontare, primi tra tutti quelli di strade e scuole, e chiede agli eletti in Parlamento di attivarsi e intervenire sul Patto di stabilità. Di Marco è convinto che si possa fare qualcosa per aiutare le Province e d'altronde ha già lanciato un Sos qualche mese fa, convocando i parlamentari e chiedendo loro di cercare una via di uscita. I risultati di quell'appello non sono arrivati, ammette lo stesso Di Marco, ma lui non si arrende e torna alla carica. Per il 27 giugno ha convocato parlamentari e presidenti delle altre tre Province per parlare delle esigenze di questi enti, i cui cordoni della spesa sono bloccati dal Patto di stabilità. C'è anche un altro scoglio, ed è il passaggio alle polizie municipali del personale della polizia provinciale (entro la fine del 2016), come prevede un progetto del governo, ma su questo punto Di Marco vuole «far cambiare idea a Renzi». E' facile prevedere che una scelta simile comporterebbe «una serie di difficoltà, ad esempio per i controlli sugli scarichi fognari e per ciò che riguarda i cinghiali», solo per citare due questioni. E anche di questo si parlerà nella riunione del 27 e poi di nuovo nell'esecutivo nazionale dell'Unione delle Province d'Italia, il 28.

Al momento la polizia provinciale, guidata da Giulio Honorati, è motivo di soddisfazione per l'ente, in particolare per la collaborazione fruttuosa che si è instaurata con i carabinieri del comando provinciale, coordinati dal colonnello Paolo Piccinelli. «E' una sintonia perfetta», dice Di Marco ricordando un arresto eseguito con il contributo degli uni e degli altri pochi giorni fa, a Moscufo, e «la provincia può essere più sicura con la collaborazione di tutti, anche dei cittadini». La sinergia creata con la polizia provinciale, spiega Piccinelli, «è basata sul dialogo e sullo scambio di informazioni, mettendo in campo ciascuno le proprie potenzialità e comunicando reciprocamente le attività che vengono portate avanti. Un metodo di lavoro, questo, che produce vantaggi per il controllo del territorio e per i cittadini. Si dice spesso che esistono troppe forze dell'ordine mentre il problema è solo di organizzazione e noi ci siamo organizzati creando una sinergia che funziona. La sicurezza deve essere partecipata», aggiunge Piccinelli, «a partire dai cittadini». Tracciando un bilancio dei primi mesi dell'anno Honorati mette in primo piano proprio le attività svolte in collaborazione con i carabinieri, come quelle effettuate a Rigopiano dopo le abbondanti nevicate dei primi di marzo. «Questa collaborazione», commenta, «è finalizzata a dare un maggior senso di sicurezza ai cittadini», ma in caso di passaggio del personale della polizia provinciale alle polizie municipali «il limite giuridico sarebbe quello del territorio comunale e quindi le nostre professionalità sarebbero limitate ai confini del singolo comune».

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