Di Matteo sfida il Pd anche in città «Alle elezioni con 2 liste civiche»

9 Novembre 2018

PESCARA. «Io non sono più del centrosinistra, perché non sono né del Pd né di Leu. Io sono dentro a una lista civica che vuole tornare a far parlare di politica la gente». Donato Di Matteo ha...

PESCARA. «Io non sono più del centrosinistra, perché non sono né del Pd né di Leu. Io sono dentro a una lista civica che vuole tornare a far parlare di politica la gente». Donato Di Matteo ha risposto così ieri al cronista che gli chiedeva un commento alle accuse lanciate da alcuni esponenti del Pd su un presunto accordo segreto tra lui e il centrodestra alle scorse elezioni provinciali.
Il consigliere regionale ha convocato in mattinata una conferenza stampa alla Regione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Ha parlato di elezioni regionali, ha inveito contro il senatore Luciano D’Alfonso, ha criticato il sindaco Marco Alessandrini, ha svelato qualche presunto retroscena sui fatti che hanno portato martedì scorso Giuliano Diodati, suo braccio destro in Comune, a dimettersi da assessore e ha poi annunciato che sfiderà il Pd anche alle prossime elezioni amministrative di maggio, con due liste civiche a Pescara e una a Montesilvano.
Insomma con il centrosinistra, almeno per ora, è rottura totale. «Il fallimento delle provinciali va attribuito a chi ha determinato questo disastro», ha esordito Di Matteo, respingendo così le accuse di aver contribuito alla vittoria del candidato del centrodestra, spaccando la coalizione di centrosinistra con un suo candidato. «Gli amministratori hanno votato contro», ha detto, «perché hanno ritenuto che non è stata un’amministrazione adeguata. Io non ho trovato le condizioni di coalizione con il centrosinistra per cui ho fatto una lista mia». Poi, il caso Diodati. «È stato un atto dovuto di un uomo che ha dignità», ha affermato, «di un professionista cui era stata chiesta una cosa vergognosa: le dimissioni in busta chiusa. Poi, il sindaco avrebbe deciso in ragione di chi, il giorno dopo, era pronto a dare un ordine. Quel giorno, nessuno mi ha convocato per incontrarmi». «Non è questa la politica», ha aggiunto, «la politica va fatta con dignità e mi dispiace che qualcuno voglia tacciare Diodati di trasformismo, perché lui è una persona seria». Infine le critiche al sindaco. «La città è nel degrado, lo dicono i cittadini», ha concluso, «Alessandrini è già delegittimato, perché se il Pd propone le primarie vuol dire che non è soddisfatto di un sindaco che potrebbe essere riconfermato».(a.ben.)
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