Di Nanna: subito il garante per i detenuti

13 Dicembre 2016

Appello al governatore: sì alla nomina di Bernardini per tutelare gli ultimi della società chiusi in cella

PESCARA. Subito il garante dei detenuti in Abruzzo. A rilanciare la richiesta, ieri, è stato l’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia Giustizia e Libertà, associazione nell’universo dei Radicali. «Serve una soluzione», ha detto Di Nanna riferendosi al pantano in cui è finita la nomina della radicale Rita Bernardini. Un appello nei confronti del governatore Luciano D’Alfonso durante la presentazione del libro “Lettere a Francesca” sulla vicenda giudiziaria di Enzo Tortora. «Le carceri sono piene di stranieri e poveracci e un garante potrebbe essere utile per aiutarli», ha detto Di Nanna.

Una richiesta rilanciata anche da Francesca Scopelliti, ex compagna di Tortora: «Per onorare degnamente Marco Pannella e Tortora», ha detto Scopelliti, «in questa terra si può fare un fatto concreto». E il riferimento è stato proprio alla nomina contestata di Bernardini. Una nomina finita al centro di veti politici e per la quale non è stata raggiunta la maggioranza di 21 consiglieri regionali. D’Alfonso ha risposto e ha raccontato i retroscena dell’elezione: «Io ho sostenuto la candidatura di Bernardini ma sul suo nome c’è stata la disponibilità di 17 consiglieri della maggioranza e del consigliere Leandro Bracco ma per la nomina vige una norma statutaria concepita ad arte sono richiesti 21 voti. Siccome c’è un nanismo delle opinioni politiche, si ritiene che la candidatura di Bernardini debba fare due passi indietro per farne due avanti», ha detto il governatore facendo ricadere sull’opposizione del centrodestra e del M5S la mancata elezione. «Ma Bernardini è una garanzia per tutti. Dispiace che un tatticismo interno debba deglutire e sacrificare la sua bravura. E non vorrei», ha proseguito D’Alfonso, «che in quel posto andasse una persona qualsiasi: non possiamo metterci un ventisettista ma uno che sa battagliare. Datemi un nome», ha rilanciato poi D’Alfonso. E ha suggerito ai Radicali di fare pressione «su quei tre o quattro» del centrodestra che «inneggiano al rispetto dei valori radicali», ha detto D’Alfonso riferendosi all’ex consigliere regionale Riccardo Chiavaroli. (p.l.)