Di Pasquale nel mirino «Il mandato va revocato»

Il gruppo #Montesilvano 2019 chiede la convocazione di una seduta urgente per cacciare il presidente del consiglio comunale: «Si è dimostrato inadeguato»
PESCARA . Il gruppo #Montesilvano 2019 torna alla carica. Ma stavolta nel mirino c’è il presidente del consiglio comunale Umberto Di Pasquale. Ieri, il gruppo ha presentato la richiesta per la convocazione d’urgenza di una seduta dell’assemblea civica con all’ordine del giorno la revoca dell’attuale presidente del consiglio e la nomina di uno nuovo, nonché il rinnovo dei componenti dell’ufficio di presidenza.
#Montesilvano 2019 è convinto che altri consiglieri di maggioranza e opposizione abbiano intenzione di appoggiare questa operazione ed è, quindi, molto probabile che vada a buon fine e l’incarico a Di Pasquale venga revocato davvero.
Le ragioni che hanno spinto il gruppo con sei consiglieri sono ben spiegate nella lettera inviata al sindaco Francesco Maragno e allo stesso presidente del consiglio comunale per richiedere la seduta dell’assemblea civica. «Il 3 luglio 2014», si legge, «su approvazione del consiglio comunale, veniva nominato presidente del consiglio il consigliere Umberto Di Pasquale, eletto nella lista e facente parte del gruppo consiliare di Forza Italia». «Già dai primi momenti del proprio mandato e sino ad oggi», spiega il gruppo, «il medesimo si distingueva per atteggiamenti parziali che lo portavano sovente allo scontro con diversi consiglieri, causa erronea applicazione delle norme regolamentari e statutarie. In particolare, nei vari consigli comunali e in più circostanze nelle commissioni consiliari e conferenze dei capigruppo, evidenziava il proprio disagio nell’espletamento della funzione conferitagli, dimostrando di non avere sufficiente contezza del Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale nonché dello Statuto comunale». E ancora: «In costanza di commissioni, conferenze e consigli comunali, addirittura, il presidente del consiglio, del tutto inopportunamente, attribuiva ed esplicava frasi irriguardose nei confronti di taluni consiglieri, con i quali insinuava fatti e circostanze che lasciavano intendere addebiti lesivi dell’onorabilità dei diretti interessati che, esaurita la discussione, decidevano di non intraprendere azioni legali». Seguono altre due pagine fitte di episodi in cui Di Pasquale non si sarebbe dimostrato all’altezza del suo compito. Ancora più esplicito è stato Lorenzo Silli, consigliere di #Montesilvano 2019: «Il presidente deve essere al di sopra delle parti. Invece, si è dimostrato il peggiore che la nostra città abbia mai avuto nella sua storia».(a.ben.)
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