Di Pietrantonio, Cipolla e gli altri: tutte le mosse per tornare liberi

21 Luglio 2020

I legali degli arrestati hanno depositato il ricorso al tribunale del Riesame per la revoca dei domiciliari L’ex segretario provinciale Pd si autosospende da dirigente Asl e spera; Cuzzi inchiodato dai funzionari

PESCARA. Cinque sono i ricorsi depositati ieri dai legali dei protagonisti dell’inchiesta Grandi Eventi finiti agli arresti domiciliari.
Cinque ricorsi al tribunale del riesame dell'Aquila per chiedere la revoca della misura cautelare firmata dal gip di Pescara Elio Bongrazio, i cui destinatari sono l'ex assessore del comune di Pescara, Giacomo Cuzzi (assistito da Iadecola e Lotti), l'ex collega Simona Di Carlo (difesa da Pizzuti), l'ex segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio (Aliano) e i due imprenditori dello spettacolo, Andrea Cipolla (Spagnuolo) e Cristian Summa (Di Silvestre), accusati a vario titolo di turbativa d'asta, corruzione e finanziamento illecito, reati collegati alle campagne elettorali del 2019 e, soprattutto, agli incarichi per le manifestazioni a Pescara, affidati quasi tutti a Cipolla e a Summa, nonché per l'assunzione di Di Carlo alla Asl.
Per alleggerire la sua posizione, proprio in vista della decisione sul ricorso al riesame, Moreno Di Pietrantonio si è autosospeso dal ruolo di presidente dell'assemblea provinciale del Pd e dalla qualifica di dirigente facente funzioni del direttore del servizio dipendenze della Asl. E questo potrebbe diventare, a detta del suo legale, Anthony Aliano (che presenterà anche una istanza al gip) un elemento importante in quanto verrebbe meno la possibilità di reiterazione del reato. Ma nel ricorso sarebbe stata sottolineata anche la mancanza dell’attualità del pericolo, in quanto per circa un anno (da settembre 2019 alla data della misura cautelare), seppur intercettato, Di Pietrantonio non avrebbe fatto registrare nulla di penalmente rilevante in ordine alla sua condotta e, pertanto, non esisterebbero al momento quelle esigenze cautelari disposte dal gip. Per Cipolla la posizione sarebbe piuttosto diversa in quanto il blocco di tutte le sue società a trattare con la pubblica amministrazione non gli permetterebbe di poter reiterare il reato. Il gip aveva rigettato la richiesta di revoca per Cuzzi (l’unico degli arrestati a sottoporsi all'interrogatorio di garanzia), sostenendo che i gravi indizi di colpevolezza restavano ancora in piedi.
«L'indagato», scrive Bongrazio, «non ha saputo giustificare a che titolo Cipolla e Summa abbiano effettuato pagamenti delle sue campagne elettorali, né tantomeno perché Cipolla, suo abituale frequentatore, si fosse lamentato più volte con il socio Berardinelli delle reiterate richieste di consegna di 5.000 euro da parte di Cuzzi per la campagna elettorale, somme queste che Cipolla si dichiara disposto a versare a titolo di “investimento” della sua attività imprenditoriale, come esternato all’artista Piero Mazzocchetti».
Per il giudice non è dunque cambiato nulla nel quadro dell’accusa in quanto se Cipolla fosse veramente stato un esclusivista di certi artisti scelti da Cuzzi, «non avrebbe avuto bisogno di effettuare un “investimento” per ottenere l'aggiudicazione degli affidamenti già pubblicizzati sui sociale dell’indagato in epoca anteriore all'offerta di Cipolla».
E così, secondo il gip, Cuzzi consentiva a Cipolla da un lato di ottenere l'esclusiva dell'artista per un tempo determinato e dall'altro «condizionava l'operato dei funzionari comunali e dei componenti la giunta a deliberare uno o due giorni prima dell'evento». Aggiudicazioni che per questo motivo sarebbero «difformi da come era avvenuto nella precedente consiliatura come riferito dal teste Fogaraccio», aggiunge il gip, «collaboratrice all’epoca nell’organizzazione degli eventi artistici del Comune di Pescara mediante inviti da parte del dirigente alle società titolari delle esclusive degli artisti».
Sulla decisione negativa del gip avrebbe influito anche il fatto che Cuzzi non si è dimesso da consigliere comunale, ma è stato soltanto sospeso dal Prefetto, per cui quei rapporti intessuti negli anni con imprenditori e funzionari comunali potrebbero «consentirgli di influenzare ancora gli stessi funzionari ancora in servizio al Comune».
Adesso i giudici aquilani avranno dieci giorni di tempo per fissare l'udienza di discussione e decidere sui ricorsi.
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