Di Pietrantonio e Di Carlo: «Mai compiuti atti illeciti»

In aula i difensori dell’ex segretario del Pd e dell’ex assessore comunale Richiesto il non luogo a procedere per gli imputati nell’inchiesta sui concerti
PESCARA. Richieste di non luogo a procedere sono state chieste dai difensori degli ultimi quattro imputati nel procedimento «grandi eventi» sugli affidamenti diretti di manifestazioni e concerti a due impresari dello spettacolo. Per l'ex segretario cittadino del Pd, nonché dirigente Asl Moreno Di Pietrantonio, il suo legale, l'avvocato Anthony Aliano, è stato chiaro: «Ci sono delle competenze ben precise che sono disciplinate dal legislatore, che richiamano l'attenzione su altri soggetti: funzionari e dirigenti comunali che correttamente non sono presenti in questo procedimento. Questo significa che gli atti sono tutti legittimi. Di Pietrantonio non poteva commettere un reato non avendone le competenze».
Il riferimento è alla chiamata in causa della procura nei progetti che vennero assegnati all'imprenditore Cristian Summa. «Dalle intercettazioni», spiega il legale, «non vi è traccia di alcuna telefonata o di alcuna intercessione eseguita da Di Pietrantonio nei confronti dei funzionari e dirigenti preposti per la formulazione degli atti necessari». Argomentazioni che potrebbero valere anche per il bando per l'assunzione in Asl che la procura sostiene sia stato costruito ad hoc per l'ex assessore Simona Di Carlo, su sollecitazioni di Di Pietrantonio. Per i difensori della Di Carlo, gli avvocati Amedeo Ciuffetelli e Gianluca Pizzuti sostengono che «il materiale processuale raccolto dalla procura», afferma Ciuffetelli, «non è idoneo a configurare i reati contestati: né quello di corruzione, né quello di turbata libertà degli incanti. Riteniamo che il bando che viene contestato alla Di Carlo contenga addirittura requisiti più ampi di bandi analoghi, quindi non c'è prova di nessun accordo corruttivo. Contiamo su un giudizio sereno anche nel valutare certe intercettazioni che, se decontestualizzate e se interpretate male, possono indurre giudizi di valore e morali distorti, ma qui siamo in un'aula di giustizia dove deve prevalere il principio di legalità».
Anche per l'avvocato Ugo Di Silvestre, che assiste l'imprenditore Cristian Summa, «gli atti compiuti dal Comune sono tutti legittimi e sorretti da pareri tecnici e contabili e la riprova della loro genuinità sta nel fatto che in questo procedimento non figurano dirigenti o funzionari comunali coinvolti». Con l'udienza di ieri si chiude quindi la fase delle arringhe difensive e bisognerà ora attendere il 16 luglio prossimo, data fissata dal giudice per eventuali repliche della pubblica accusa (sostenuta dal pm Luca Sciarretta) e di conseguenza delle difese.
Poi arriverà la decisione del gup sul rinvio a giudizio di tutti e otto gli imputati, richiesto dall'accusa dopo la requisitoria. Ricordiamo che il procedimento riguarda tre filoni di indagini: il primo sugli affidamenti diretti concessi all'imprenditore Andrea Cipolla (21 concerti, per un totale di un milione 900mila euro affidati dal 2014 al 2019) dall'assessore al ramo dell'epoca Giacomo Cuzzi, uno dei principali imputati nel procedimento che vede coinvolti anche il socio di Cipolla, Andrea Berardinelli e il titolare della Elite agency group Alessandro Michetti; il secondo riguarda le manifestazioni curate da Summa, che riguardano anche Di Carlo e Di Pietrantonio; e poi il bando per l'assunzione in Asl dove figura pure funzionaria Leila Colucci.

