Di Pietrantonio: grazie pescaresi io sarei stato un ottimo sindaco

Il segretario cittadino del Pd è stato il più votato dai cittadini: «Questo è il giusto riconoscimento per il lavoro, l’impegno e la passione che da 18 anni metto nell’attività politica e nel sociale»
PESCARA. Ci tiene a ringraziare uno per uno tutti i lettori del Centro che in venti giorni hanno imbucato 3.368 tagliandi del sondaggio “Scegli il tuo sindaco” con il suo nome e cognome. Moreno Di Pietrantonio, segretario cittadino del Partito democratico e direttore dell’unità operativa complessa del Serd, il servizio per le dipendenze della Asl di Pescara, è il vincitore della sfida dei coupon che in questo anticipo di campagna elettorale ha appassionato ed entusiasmato i pescaresi.
La notizia è arrivata nel giorno dell’ufficializzazione della candidatura a sindaco di Marinella Sclocco, che nel suo stesso quartiere, l’ex quartiere 3, ha cominciato a muovere i primi passi in politica proprio mentre lui si dava da fare come consigliere comunale prima e assessore dopo.
«Ho fatto un passo indietro per facilitare il percorso che ha portato all’individuazione di un candidato in grado di unire tutta la coalizione di centrosinistra», ha sottolineato Di Pietrantonio, «ma penso che sarei stato un ottimo sindaco, lo avrei fatto con impegno e passione».
Il suo pensiero Moreno Di Pietrantonio lo ha ribadito anche ieri sera durante la trasmissione di Rete8 “Il fatto” intervistato da Carmine Perantuono.
Venerdì sera alle ore 21, sempre su Rete8, andrà in onda un altro programma di approfondimento - "I fatti e le opinioni" - in cui assieme ad alcuni ospiti in studio si traccerà un bilancio dell’iniziativa.
Di Pietrantonio, che cosa le lascia questa iniziativa?
«La voglia di partecipare dei cittadini che hanno comprato il giornale, ritagliato e imbucato il tagliando. Questa iniziativa secondo me ha riavvicinato tante persone alla politica e per questo ringrazio il Centro, Rete8 e i tanti lettori che hanno voluto esprimere il proprio punto di vista rispetto a scelte importanti per la città».
Chi è stato il primo a complimentarsi con lei per la vittoria del sondaggio?
«I colleghi del reparto che dirigo, il Servizio per le dipendenze (Serd) della Asl, anche perché molto probabilmente sono stati loro a cominciare questa avventura che poi si è estesa anche nel resto della città. Tanti mi hanno chiamato e mandato messaggi, anche il senatore Luciano D’Alfonso. Le persone che mi hanno votato mi hanno detto che il primo posto mi toccava, è il giusto riconoscimento per il lavoro, l’impegno e la passione che da 18 anni metto nell’attività politica e nel sociale grazie a un lavoro importante e delicato».
Quali sue caratteristiche hanno spinto così tanti pescaresi a votarla?
«Al di là della mia lunga esperienza in politica che va avanti da 18 anni, penso di essere stato votato per la mia disponibilità e per i rapporti che riesco a mantenere con le persone. Sono abituato a rispondere sempre al telefono e, se qualche volta non riesco, richiamo sempre. Questa è una caratteristica che alla gente piace».
Come giudica la candidatura di Marinella Sclocco?
«Sono stato impegnato nell’ultimo mese, nel mio ruolo di segretario del Pd, a trovare un candidato che fosse in grado di allargare la coalizione e aggiungere valore aggiunto. Questa figura, secondo l’orientamento prevalente, è stata individuata in Marinella Sclocco. E in questo momento la coalizione è il bene superiore».
Lei sarebbe stato un sindaco migliore?
«Io ho fatto un passo indietro per facilitare il percorso che ha portato all’individuazione di un candidato in grado di unire il centrosinistra. L’ho già dichiarato: penso che sarei stato un ottimo sindaco, lo avrei fatto con impegno e passione. Ma in questo momento c’è bisogno di creare consenso all’interno della coalizione».
In città sono stati affissi i suoi manifesti 6x3, si candiderà al consiglio comunale?
«Sì e ho già cominciato la mia campagna elettorale per il consiglio comunale. Credo che la sfida fra centrodestra e centrosinistra sia ancora aperta e che ce la possiamo giocare alla pari. Pescara non è una città leghista e, di fronte alla possibilità di un governo a prevalente trazione leghista, saranno in tanti a ripensarci. Il primo risultato da raggiungere è andare al ballottaggio, per poi cercare alleanze con le civiche e con il resto del mondo di centrosinistra per vincere al secondo turno».
Che cosa c’è nel suo programma?
«A differenza di quello che hanno sempre fatto tutte le amministrazioni, nei primi cento giorni di governo e non negli ultimi cento bisogna intervenire su buche, asfalto e aiuole per la cura e la manutenzione della città. Bisogna rimettere la città in ordine come nelle migliori tradizioni europee e bisogna farlo subito. Poi c’è bisogno di interventi sostanziosi per restituire servizi alle periferie problematiche, dove tra l’altro io sono nato e sono contento di viverci. Penso ad esempio a realizzare nell’ex quartiere 3 il palazzo unico della Regione. Sono entrato in politica e mi sono candidato la prima volta con queste idee».
E nel lungo termine che cosa si dovrebbe fare per Pescara?
«Mi piacerebbe vedere realizzato un grande Palarock da 6.000/7.000 posti che sia in grado di intercettare tutti i grandi eventi. Un altro mio cruccio è quello di affrontare di petto il problema del fiume, del porto e della balneabilità perché sono dieci anni ormai che Pescara non ha più collegamenti con la Croazia. Quando sono stato assessore c’erano due navi, poi c’è stato il nulla assoluto».
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