Di Primio, Di Lorito e D’Alonzo i grandi sconfitti

1 Novembre 2018

Zaffiri ringrazia Catani «per la lealtà, collaborerò con lui» Il sindaco di Spoltore: sono mancati i voti a Montesilvano

PESCARA. «Ho vinto questa sfida in maniera netta, questo è un riscatto per tutto il centrodestra che mi ha sostenuto. Ringrazio il mio collega Vincenzo Catani per la sua lealtà». Sono queste le prime parole pronunciate ieri da Antonio Zaffiri, neo presidente della Provincia di Pescara. La prima cosa che ha fatto il sindaco di Collecorvino, sostenuto da tutto il centrodestra, è stato quella di ringraziare il primo cittadino di Picciano, candidato dalla lista Abruzzo insieme di Donato Di Matteo. Se lui non fosse sceso in campo spaccando il centrosinistra, forse, Zaffiri non avrebbe vinto. «Sicuramente con Catani avremo modo di collaborare insieme per rilanciare l’area vestina», ha detto il neo presidente, «lo terrò in debito conto, perché lui è stato di parola e non ha abbandonato la sfida». Ieri Zaffiri, nel pieno dei festeggiamenti, ha già dato le prime indicazioni. «Innanzitutto», ha affermato, «girerò per tutti i paesi per vedere ciò che è necessario fare. Le mie priorità sono la riorganizzazione dell’amministrazione, le strade e le scuole». Grande soddisfazione per il risultato conseguito dal candidato di centrodestra è stata espressa dal capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri. «La compattezza del centrodestra», ha sottolineato, «ha permesso di far vincere tutto ciò che è contro il sistema D’Alfonso. Con Zaffiri ha vinto un metodo di lavoro rigoroso, concreto».
Fortemente deluso del risultato il candidato dem, il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito. «Mi aspettavo qualche voto in più soprattutto a Montesilvano», ha dichiarato, «lì è stata una débacle. Ma anche a Pescara è mancato qualche voto. Certamente, il centrosinistra spaccato ha pesato. Se il candidato di Di Matteo non si fosse presentato, avrei vinto».
QUI CHIETI. «È stata una battaglia bella, intensa, leale e serena. Ma da domani subito al lavoro su strade e scuole». Con 8.737 voti in più dell’avversario, esulta il sindaco di Lanciano Mario Pupillo. «Ringrazio i sindaci e i consiglieri che hanno letto nel mio primo mandato tutta la sofferenza e le difficoltà nel rispondere alle loro richieste e nonostante tutto mi hanno riconfermato la fiducia. E questo per me è ora importantissimo, soprattutto alla vigilia di un anno che sarà fondamentale per la Provincia, per l’impegno economico che si appresta a sostenere, grazie ai 16 milioni di euro ottenuti per la viabilità attraverso il Masterplan». Eletto per la prima volta alla guida dell’ente il 12 ottobre del 2014, Pupillo ha ereditato una Provincia in predissesto. «Sono stati quattro anni davvero difficili», ricorda, «ringrazio tutta la squadra che mi ha supportato, dall’assessore regionale Silvio Paolucci ai consiglieri provinciali Chiara Zappalorto, Antonio Tamburrino, Vincenzo Sputore, Giovanni Di Stefano e tutti gli altri». Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio ha invece detto di essere «contento», perché «sapevamo che il centrodestra non aveva i numeri per vincere. Ci aspettavamo di stare sotto di 20mila voti, invece ne abbiamo recuperati moltissimi».
QUI TERAMO. Il primo pensiero di Diego di Bonaventura è per chi lo ha accompagnato nel suo esordio in consiglio provinciale, l’ha preceduto alla guida dell’ente con una maggioranza di centrodestra e ora non c’è più. Le parole, cariche di stima e riconoscenza, del nuovo presidente della Provincia sono dedicate a Valter Catarra, morto a luglio a soli 57 anni. Come lui Di Bonaventura è stato eletto sindaco di Notaresco, incarico che ricopre tutt’ora, e dalla serata di ieri siede sul principale scranno del consiglio provinciale. «Catarra sarebbe stato felice di questo risultato», esordisce il presidente, «perché non era un politico geloso o invidioso come tanti altri». Di Bonaventura lo ricorda come un punto di riferimento per il suo percorso politico. «Con lui sono entrato in Provincia», sottolinea, «e ora ci torno con il ruolo che ha ricoperto con risultati tanto positivi». La vittoria, insomma, è dedicata all’ex presidente e collega di schieramento. «Hanno vinto i territori, non la politica», afferma, «questa è l’affermazione dei sindaci, dei comuni, delle aree interne, delle dorsali come il Vomano-Tordino e la Val Vibrata: è la vittoria dei cittadini». Non ha molta voglia di festeggiare, comunque, Di Bonaventura. «Bisogna subito mettersi al lavoro», annuncia, «per portare avanti quello che è stato fatto di buono e cambiare le tante cose che non vanno». Da riformulare del tutto è l’approccio con la ricostruzione post sisma. «Finora non ha funzionato affatto»,dice il presidente, «dobbiamo ripartire da zero». Nessun commento, invece, dal candidato sconfitto. Il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, su cui puntava il centrosinistra, dopo lo spoglio è risultato irrintracciabile.
Andrea Bene
Arianna Iannotti
Gennaro Della Monica