Di Primio dispiaciuto, Lannutti spara a zero
CHIETI. Si va dal dispiacere del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e dell’ex presidente della Fondazione Carichieti, Francesco Sanvitale, alle sparate dell’Adusbef. Le reazioni al commissariamento...
CHIETI. Si va dal dispiacere del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e dell’ex presidente della Fondazione Carichieti, Francesco Sanvitale, alle sparate dell’Adusbef. Le reazioni al commissariamento anche di Carichieti da parte di Bankitalia corrono sui social network o arrivano in redazione. «La notizia mi preoccupa molto», esordisce Di Primio, «sono dispiaciuto perché Carichieti è la più importante banca del territorio. Mi auguro che la città sappia mettere in campo tutti gli anticorpi che possiede per fare sì che la Cassa di Risparmio resti la nostra banca». Già da ora il sindaco di Chieti lancia un appello per scongiurare che la Cassa di via Colonnetta faccia la stessa fine di Tercas venduta ai pugliesi.
Al dispiacere dell’ex vertice del socio di maggioranza di Carichieti, quel Sanvitale riconosciuto personaggio abruzzese di profonda cultura, vittima illustre con Mario Di Nisio di una guerra interna agli ambienti teatini del credito, si aggiunge però l’accusa controcorrente di Elio Lannutti, presidente Adusbef che “impallina” Bankitalia perché «continua a fare terra bruciata delle banche del Sud, commissariando, con criteri spesso arbitrari e privi di necessarie e trasparenti motivazioni, istituti di credito operanti nel Mezzogiorno. Dopo aver fatto piazza pulita di banche storiche con tradizioni secolari, oggi è stato il turno di Carichieti. Con il commissariamento di Carichieti, l’Abruzzo perde di fatto la sua ultima cassa di risparmio espressione del territorio dopo gli identici drastici interventi che hanno colpito Tercas e Caripe e il passaggio di Carispaq alla Bper. Adusbef non difende le banche e tantomeno Carichieti, ma pretende che da Palazzo Koch comincino a rendere conto del loro operato motivando sia le ragioni che le finalità del commissariamento».

