Di Primio: ho i piedi per terra e oggi sono in strada e spalo neve

CHIETI. Ventimila contatti sui social e una pala, quella che in questi giorni il sindaco Umberto Di Primio, avvocato, sta usando per liberare le strade di Chieti dalla neve. Per Di Primio, il primo...
CHIETI. Ventimila contatti sui social e una pala, quella che in questi giorni il sindaco Umberto Di Primio, avvocato, sta usando per liberare le strade di Chieti dalla neve.
Per Di Primio, il primo cittadino abruzzese che ha perso meno punti nella classifica del gradimento del Sole 24 Ore, il consenso si conserva restando incollati a terra, accanto alle necessità dei cittadini.
Sindaco, è difficile mantenere il gradimento della gente?
«È difficilissimo, perché i cittadini sono sempre più esigenti verso le istituzioni, anche quando queste non hanno il compito di svolgere certe funzioni. Il sindaco è l’unico tra i rappresentanti istituzionali ad essere concretamente visibile per i cittadini. A lui sono riservate le sofferenze delle persone a cui manca lavoro, la casa, con la crisi e i negozi chiusi. Il sindaco, a differenza di parlamentari e presidenti di Regione, è sempre sulla strada. Lo riconosci perché fa dieci passi, e poi qualcuno lo ferma».
C’è diffidenza verso la politica?
«Assolutamente sì. Spesso è colpa della politica populista che fa qualche movimento. Una cosa è utilizzare la leva del ‘parlare alla pancia’, un’altra è dire le cose che si possono fare. Secondo me è meglio chi ti dice come stanno le cose, piuttosto di chi fa ti sognare e poi non fa nulla di quanto promesso. Io preferisco così. Solo così la gente si riavvicinerà alla politica, altrimenti c’è il rischio che lo tsunami del qualunquismo distrugga le istituzioni».
Può esserci un problema di comunicazione, alla base della perdita dei consensi?
«No, ce n’è anche troppa. Io posso sbagliare a comunicare un mio intervento, ma le cose importanti, se le fai, anche se non hai saputo metterle in mostra, si vedono a prescindere».
Che rapporto ha con i social? Molti soi colleghi ne fanno largo uso.
«Prima è stato amore, poi sono diventato vittima. Ho 2600 contatti su Twitter, e 18mila su Facebook. Però servono. Pensi, che l’ordinanza sulla chiusura delle scuole, nonostante fosse anche sul sito del Comune, l’hanno letta tutti su Facebook. Se non avessi avuto quella pagina non sarei riuscito ad arrivare a tutte quelle persone. Adesso, però, torno a spalare la neve».
Angela Baglioni
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