Di quanto aumentano le pensioni

13 Novembre 2022

Da gennaio scattano gli adeguamenti legati all’inflazione: facciamo gli esempi

PESCARA. Almeno una notizia positiva c’è tra le tante che soprattutto in questo periodo abbattono il morale e il potere di acquisto degli abruzzesi. Parliamo dell’aumento delle pensioni che si concretizzerà tra poche settimane. La rivalutazione pensionistica infatti sta per portare gli sperati aumenti degli importi dal 2023. Ecco cosa cambia fascia per fascia.
Partendo da quelle più basse, chi nel 2022 percepisce un assegno mensile di 525,38 euro al mese, vedrà un aumento di 38 euro (564 euro). Le pensioni da 750 euro lorde (722 nette) vedranno un incremento di poco superiore, 39 euro, che porterà la nuova cifra a 760 euro nette al mese (lordi 805).
Gli aumenti si fanno più cospicui man mano che gli importi aumentano: chi guadagna mille euro lorde al mese, vedrà un aumento di 52 euro nette.
La fascia pensionistica compresa tra 1.250 euro e 1.500 mensili vedrà invece aumenti netti compresi fra 63 e 75 euro. Più cospicui i guadagni mensili di chi percepisce 1.750 euro lorde di pensione con un incremento netto pari a 88 euro. Per ricevere 100 euro in più bisogna avere un assegno mensile di duemila euro lorde, 101 euro per chi ne guadagna 2.250 e 111 euro per gli importi di 2.500 euro al mese. E salendo ulteriormente di fascia, la rivalutazione porterà 129 euro netti in più ai pensionati che percepiscono tremila euro mensili e 150 euro nette in più alla fascia ancor più alta, quattromila euro lordi al mese.
In parole semplici, dal prossimo anno assisteremo alla rivalutazione pensionistica con il decreto firmato dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. L'adeguamento sarà pari al +7,3 per cento, un aumento che di fatto non si verificava dagli anni Ottanta e che oggi è dovuto all'inflazione che ha raggiunto livelli massimi.
I pensionati infatti sono protetti dalle rivalutazioni automatiche sul caro vita che ha indicato l'Istat. Non funziona così, però, per i dipendenti pubblici e privati i quali nel 2023 non avranno alcun beneficio se non nel momento in cui avranno un rinnovo contrattuale. In caso contrario lo stipendio lordo e netto non subirà alcuna modifica. (u.c.)