Di Renzo: più trasparenza nelle società pubbliche

2 Agosto 2015

FRANCAVILLA. «Più trasparenza e meno clientelismo nella scelta delle figure ai vertici di Risco e Cosvega». Con un’interpellanza che sarà discussa nella prossima assemblea o comunale, il consigliere...

FRANCAVILLA. «Più trasparenza e meno clientelismo nella scelta delle figure ai vertici di Risco e Cosvega». Con un’interpellanza che sarà discussa nella prossima assemblea o comunale, il consigliere d’opposizione Pd, Stefano Di Renzo, mette in discussione le modalità seguite dall’amministrazione del sindaco Luciani, sulle recenti nomine del presidente del Cda di Cosvega srl (società per la gestione rifiuti e servizi, compartecipata al 51% dal Comune) e dell’amministratore unico di Risco srl (a totale partecipazione comunale per la riscossione tributi e la gestione del servizio di refezione scolastica).

Nelle scorse settimane, la carica di presidente di Cosvega è stata assegnata a Pina Rosato, insegnante a riposo, ex assessore Pd; mentre da qualche giorno, nuovo amministratore unico Risco, è una giovane laureata in Economia con il massimo dei voti: la 27enne Alessandra Scocco, scelta dai gruppi di maggioranza in sostituzione di un’altra giovane dirigente, Morena Campanella, che a un anno dalla nomina, ha lasciato l’incarico per un’irrinunciabile opportunità professionale fuori regione. Il metodo con cui le figure sono state scelte, non convince l’opposizione. Già il consigliere di minoranza, Alessandro Mantini (Viva Francavilla) aveva interpretato la nomina del presidente Cosvega, Rosato, come una segnale di riavvicinamento al Pd da parte del sindaco Luciani, in vista delle elezioni amministrative di maggio 2016. Di Renzo, senza mettere in discussione le professionalità delle persone, contesta il metodo della scelta.

«Luciani fa campagna elettorale anche con le nomine dei Cda delle società pubbliche. Chiediamo più trasparenza e meno clientelismo» prosegue il consigliere del Pd che, in riferimento alla Risco, fa presente che «la società in house non è quantificabile come ente di diritto privato, in realtà è assimilabile nella sostanza a un ente pubblico». Sulla base di una specifica sentenza della Cassazione, secondo il consigliere pd, «i rapporti con l’amministrazione non possono che essere di matrice pubblicistica».

A fronte di ciò, Di Renzo chiede di sapere se il sindaco, prima di procedere alla nomina dell’amministratore unico Risco, abbia «proceduto a una selezione sulla base di adeguata pubblicità che abbia garantito l’imparzialità» e «attuato l’adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali. Oggi» continua Di Renzo, «risulta essere buona prassi di quasi tutti gli enti pubblici, quella di procedere con selezioni di evidenza pubblica per reclutare figure dirigenziali nelle società pubbliche. Pertanto si chiede se il sindaco, nelle nomine di Cosvega e Risco, abbia agito rispettando quei vincoli di trasparenza, imparzialità, pubblicità ed economicità; vincoli imposti dall’articolo 97 della Costituzione alle pubbliche amministrazioni per il reclutamento del personale e che, per analogia, si ritiene che avrebbero dovuto essere applicati alle società comunali».

Giuseppina Gherardi

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