Di Stefano (Pd): ecco perché appoggio la giunta Maragno

2 Novembre 2014

MONTESILVANO. Una lettera aperta «in risposta ai miei detrattori». Così il consigliere comunale del Partito democratico, Gabriele Di Stefano, interviene per chiarire la sua personale posizione nel...

MONTESILVANO. Una lettera aperta «in risposta ai miei detrattori». Così il consigliere comunale del Partito democratico, Gabriele Di Stefano, interviene per chiarire la sua personale posizione nel partito, che è in pratica quella di un sostegno alla giunta Maragno, in un momento di crisi molto difficile per la città, e lancia un «appello al buon senso di tutti coloro che hanno criticato il ritiro delle dimissioni del primo cittadino di Forza Italia e il mio appoggio allo stesso».

«Sono stato infatti più volte e da più persone» scrive Di Stefano « attaccato per la mia posizione ‘salvifica’ nei confronti di questa amministrazione e, forse, i più maligni hanno voluto far passare il mio gesto di appoggio all’approvazione del bilancio comunale come un segno di debolezza di fronte alla possibilità di tornare al voto».

Di Stefano ribadisce di non essere stato in alcun modo condizionato dalla preoccupazione di tornare al voto.

«Le campagne elettorali in cui mi sono candidato mi hanno sempre arricchito come persona e hanno potenziato le mie capacità di intervento capillare sul territorio» prosegue il consigliere. «A differenza di altri, sono uno che i voti ‘li chiede’ e ‘se li suda’. Non ho sponsor o sostanze tali da potermi permettere di far fare ad altri campagna elettorale, ma devo confrontarmi con i miei elettori, con i miei cittadini e con tutti quelli che hanno domande e che meritano risposte».

«Coloro» incalza Di Stefano, «che hanno bisogno di tornare al voto a tutti i costi, anche contro gli interessi stessi della nostra comunità, rientrano in due categorie: sono i non eletti, bisognosi di una poltrona, e i non pensanti, coloro che non capiscono cosa ci sia dietro un ritorno alle elezioni».

Montesilvano e i suoi cittadini, a giudizio del consigliere pd, «non possono essere sottoposti a giochi di potere voluti dalla politica. Non mando nessuno a casa per motivi futili quali un semplice rinvio del voto di un bilancio comunale. Davanti a serie e gravi motivazioni il mio atteggiamento sarebbe stato ben diverso, ma oggi» si chiede ancora Di Stefano, «perché avremmo dovuto mandare a casa questa amministrazione dopo pochi mesi?».

«Se qualcuno volesse contestarmi che il diritto di mandare a casa un’amministrazione comunale rientra tra quelli normali dei consiglieri, a questi rispondo che è anche mio diritto votare un bilancio, ancor più se lo ritengo figlio della vecchia amministrazione in cui ero consigliere di maggioranza».

Di Stefano chiude il suo intervento ricordando: «Così come il bilancio, è mio diritto votare qualsiasi atto di questa amministrazione che ritengo utile al benessere e al funzionamento della collettività». (r.a.b.)

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