Di Stefano s’incatena: no alla Nuova Pescara

Protesta del consigliere comunale del gruppo Misto: «La fusione cancellerebbe la nostra città»
MONTESILVANO. Si è incatenato ieri in Piazza Diaz per protestare contro il progetto della Nuova Pescara. Il consigliere comunale del Gruppo Misto Gabriele Di Stefano non ha dubbi: la fusione dei tre Comuni «cancellerebbe Montesilvano, facendola diventare la periferia di un immenso agglomerato urbano senz’anima».
Risale al 2014 il referendum consultivo sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Vinse il sì con una percentuale di oltre il 70 per cento dei voti a Pescara, mentre a Montesilvano e a Spoltore i cittadini a votare sì furono, rispettivamente, il 52,23% e il 51,15%. «Non è possibile proporre un referendum del genere senza una campagna di informazione precisa. Si è trattato di un referendum confuso, che ha raccolto miserrimi voti di approvazione, fatto senza che fosse spiegata la verità su questo abominio di fusione, senza nulla che dichiarasse luci e ombre di questo folle piano, nascosto in quattro schede elettorali. Quello della Nuova Pescara è un progetto scellerato, che dimentica il passato e non ha nessun rispetto per il futuro. Il mio è un no irremovibile», dichiara Di Stefano.
«Mentre i residenti di Montesilvano si accingono a vivere la spensieratezza del periodo estivo, questa minaccia, sempre più concreta, pende sulle teste come una spada di Damocle: Montesilvano sta per essere cancellata, spazzata via come un colpo di spugna, condannata a diventare nulla più che una periferia».
In piazza Diaz, Di Stefano ha voluto portare il suo messaggio ai cittadini di Montesilvano. «È il momento di scendere nelle piazze e nelle strade. Prima che la politica crudele e faccendiera ci ponga davanti a un inesorabile fatto compiuto, è il momento di farci sentire per difendere la nostra identità», sottolinea. «Quello che stiamo vivendo è un momento storico complesso, non ci si può lanciare in scelte sconsiderate come questa, non si possono fare salti nel buio quando la popolazione è in grande difficoltà e vive con drammatica preoccupazione per il futuro. Montesilvano non può e non deve essere cancellata e trasformata nella periferia di Pescara. Non possiamo barattare la nostra essenza, autocondannandoci a un futuro di oblio e miseria sociale».
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