Di Stefano sospeso dal partito per 6 mesi

24 Gennaio 2015

Il Pd contro il consigliere che difende Maragno. Lui replica: «Io tutelo i residenti senza fare guerre»

MONTESILVANO. Il Pd lo sospende per 6 mesi e lui passa al gruppo misto in contrasto con il partito. È accaduto al consigliere Gabriele Di Stefano che giovedì scorso, al termine del consiglio comunale, ha appreso di dover rinunciare a rappresentare il partito. La decisione, contenuta in una nota a firma del capogruppo Pietro Gabriele e notificata anche al presidente del consiglio Umberto Di Pasquale, è scaturita dall’ennesima votazione contraria del consigliere Di Stefano che, dall’approvazione del bilancio in poi, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno al sindaco Francesco Maragno. Un atteggiamento che «si riverbera anche nelle commissioni consiliari», scrive il Pd, «e che pone in seria difficoltà l’operato dell’intero gruppo consiliare perché le decisioni del consigliere Di Stefano sono sempre e continuamente in netto contrasto con le direttive programmatiche politiche del Pd». A partire dal 21 gennaio e per 6 mesi, dunque, il consigliere è sospeso dal partito e sostituito, nelle commissioni di sua competenza, da Gabriele e Feliciano D’Ignazio.

«Ho sempre creduto», replica Di Stefano annunciando il suo ingresso nel gruppo misto, «di poter interpretare la volontà degli elettori e di poter offrire il mio impegno in politica anche guardando a un’alleanza tra l’attuale maggioranza e la parte genuina e responsabile del Pd, nell’esclusivo interesse dei cittadini e mai anteponendo interessi personali». Citando il governo nazionale come «esempio palpabile della coesistenza di diverse estrazioni ideologiche accomunate dall’unico obiettivo di governabilità nel pubblico interesse», Di Stefano evidenzia che «a Montesilvano, invece, si continua a fare la guerra al sindaco di turno» e che tornare al voto è l’unico obiettivo del Pd cittadino che «predica concetti di democrazia, ma che in realtà nei fatti non accetta il verdetto popolare, ritenendosi superiore alla volontà degli elettori. Mi onoro di appartenere al Pd», conclude Di Stefano, «e quotidianamente rispetto le linee direttive del Pd nazionale, ma mi rifiuto di condividere tale concetto antistorico». (a.l.)

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