Dialisi, in Abruzzo diminuiscono i malati

16 Dicembre 2021

Il report dei nefrologi Ciofani e Splendiani: da oltre mille pazienti a 963. Ma il personale manca

PESCARA . In sei anni, dal 2015 al 2021, i pazienti seguiti nei centri dialisi abruzzesi sono diminuiti del 6,5%. È quanto rileva uno studio epidemiologico a cura dei nefrologi Antonio Ciofani, di Pescara, e Giorgio Splendiani dell'Aquila, realizzato in collaborazione con i responsabili dei 22 Centri dialisi della regione e inviato al 22° congresso nazionale della Società italiana di nefrologia, che si è svolto a Rimini.
La ricerca parte, in realtà, dal 1972, quando i pazienti dializzati in Abruzzo erano 27, saliti a 283 nel 1982 e curati nei 9 centri attivi in regione. A giugno 2015, a fronte di 21 centri di dialisi, di cui 18 pubblici e 3 privati accreditati, i pazienti erano 1.030.
«Il primo calo», spiega lo studio, «si è registrato nel 2019 con 995 dializzati, il 3,4 % in meno in tre anni. A giugno 2020 si è registrata una lieve risalita del numero di assistiti, da 995 a 1016 (+ 2,1 %). Un anno dopo, a giugno 2021, un nuovo calo dei pazienti passati da 1.036 a 963 (-5,2%), seguiti dai 22 Centri abruzzesi,18 pubblici e 4 privati».
L'analisi del rapporto tra posti letto e personale dedicato alla dialisi ha evidenziato, invece, come nel 2015 a fronte di 284 posti tecnici di dialisi erano in servizio 62 medici e 219 infermieri. Nel 2021 i posti sono saliti a 301 con 66 medici e 228 infermieri. «Le motivazioni del calo del numero dei pazienti dializzati cronici», spiega Ciofani, «possono essere ricercate nell'età dei dializzati, che si è alzata molto negli ultimi anni, e si attesta intorno ad una media di 70 anni. Questo dato da una parte evidenzia una mortalità maggiore dei dializzati, dovuta all'età, dall'altra il fatto che le diagnosi vengono effettuate precocemente e le terapie applicate sono migliorate notevolmente.
È diminuito anche il numero dei pazienti con insufficienza renale legata a alle glomerulonefriti, malattie infiammatorie dei reni post-infettive e con insufficienza renale legata a malformazioni, che vengono corrette precocemente, anche in età neonatale o pediatrica mediane intervento chirurgico».
Altro dato è il calo della popolazione residente in Abruzzo nel periodo considerato dallo studio, che è passata da un milione 330.000 abitanti a un milione 280mila circa, con una perdita di 50.000 abitanti. Richiede, invece, un ulteriore approfondimento l'azione sui reni del virus Covid-19 sulla funzionalità renale e la mortalità. Ciofani ha evidenziato, infine, l'aspetto relativo alla carenza di organico nei Centri di assistenza per la dializzati. «Persiste»», dice, «una grave sofferenza di personale, con medici e infermieri ridotti all'osso in molti centri specializzai e con la mancata sostituzione dei pensionamenti. Questo, a fronte di un'adeguata rete regionale distribuita sul territorio per la cura dei pazienti in dialisi». (m.p.)