Dialogo e scontri con la politica Cordiale, mai prono

26 Luglio 2018

Le foto con Barak Obama nella fabbrica di Detroit della Chrysler e, qualche anno dopo, l'appoggio a Donald Trump nella sua politica sui dazi che «non sono la fine del mondo». Ma anche la luna di...

Le foto con Barak Obama nella fabbrica di Detroit della Chrysler e, qualche anno dopo, l'appoggio a Donald Trump nella sua politica sui dazi che «non sono la fine del mondo». Ma anche la luna di miele, durante il varo del Jobs Act, con Matteo Renzi, finita poi con una frase al fulmicotone: «Quel Renzi che appoggiavo non l'ho visto da un po’ di tempo». Il rapporto tra Sergio Marchionne e la politica è sempre stato dialettico. Cordiale e nel contempo distaccato. «Siamo sempre stati filo governativi», ammette nel 2014 ad un Salone di Ginevra. Questo significa essere attento al bene dell'azienda ma mai prono. Pronto a sottolineare le idee comuni ma senza nascondere i distinguo. Insomma, sempre disponibile al dialogo, ma senza evitare un confronto duro - talvolta lo scontro - se necessario. Di certo Marchionne non ha amato la politica politicante, quella che insegue le parole più che i fatti. Ed è sempre rifuggito alla tentazione delle candidature. «Io in politica? Scherziamo? Faccio il metalmeccanico, produco auto, camion e trattori», diceva ironico ai giornalisti che lo incalzavano.