Diciotto politici e funzionari verso l’archiviazione

7 Febbraio 2019

PESCARA. Nel mese di novembre scorso la procura di Pescara formalizzò, in relazione sempre al disastro di Rigopiano, le richieste di archiviazione di ben 18 personaggi, anche di primo piano, che...

PESCARA. Nel mese di novembre scorso la procura di Pescara formalizzò, in relazione sempre al disastro di Rigopiano, le richieste di archiviazione di ben 18 personaggi, anche di primo piano, che uscirono così indenni dall'inchiesta che originariamente ne contava 40. La maggior parte di loro è costituita da politici che dal 2005 hanno governato la Regione Abruzzo.
Parliamo dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, del suo assessore alla protezione civile Tommaso Ginoble, del vice presidente reggente, Enrico Paolini, dell'ex assessore Mahmoud Srour. Per la giunta Chiodi, oltre all'ex governatore c'erano anche i suoi assessori Daniela Stati e Gianfranco Giuliante, per arrivare all'ex governatore Luciano D'Alfonso e all'attuale assessore Mario Mazzocca.
Tutti accusati, per i periodi di propria competenza, di non essere intervenuti presso i funzionari responsabili del servizio di protezione civile, «richiedendo e sollecitando tempestivamente l'attuazione e l'esecuzione della carta di localizzazione dei pericoli di valanga».
Gli interrogatori che ne seguirono servirono a chiarire le rispettive posizioni, ritenute non penalmente rilevanti dalla procura. Insieme ai citati indagati la richiesta di archiviazione ha riguardato anche l'ex direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, i tre direttori di dipartimento regionali Giovanni Savini, Silvio Liberatore e Vittorio Di Biase, il dirigente Antonio Iovino, e poi i due che si trovavano nella sala operativa della Prefettura, Vincenzino Lupi e Daniela Acquaviva, la funzionaria che rispose al telefono a chi comunicava la tragedia appena avvenuta a Rigopiano con l'infelice frase «la mamma dei cretini è sempre incinta», che fece il giro d'Italia.
A questi si aggiungono l'ex deputata Federica Chiavaroli e Tiziana Capuzzi della Protezione civile che erano state iscritte in relazione all'equivoco sulla fine del figlio di Feniello, che in un primo momento era stato dato per salvo. Su questo stesso argomento c'è anche una parziale archiviazione per il prefetto Provolo, che resta comunque fra gli indagati, così come pure Andrea Marrone, Bruno Di Tommaso e Carlo Giovani: anche per loro una parziale archiviazione. Una richiesta di archiviazione che ha scatenato subito la reazione di alcuni dei parenti delle vittime che hanno presentato istanza di opposizione al gip sull'archiviazione.
Così come ha fatto anche la difesa del sindaco Ilario Lacchetta, uno dei personaggi più coinvolti nell'inchiesta madre, che hanno presentato un dettagliato ricorso, ma soltanto per opporsi all'archiviazione dell'ex governatore Luciano D'Alfonso.
E dunque questo delle archiviazioni è un altro capitolo che dovrà essere definitivamente chiuso anche perché non sembrano siano stati portati argomenti tali da mettere in dubbio la ponderata decisione presa dal procuratore Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia. (m.cir.)
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