Dieci anni d’Abruzzo raccontati dall’arrivo dei carabinieri
Anche il generale Quarta alla presentazione del libro curato da Annalisa Massimi e dal maggiore Mennilli
PESCARA. Dieci anni di storia per i «tre Abruzzi», visti attraverso i carabinieri, dall’atto del loro insediamento nella nostra regione. È la pubblicazione presentata ieri, nella sala consiliare della Provincia, nella quale viene ripercorsa, con piglio scientifico e accademico, visto il notevole ricorso a fonti archivistiche sviluppato dagli autori, Annalisa Massimi e il maggiore Alessandro Mennilli, una fetta di storia che parte poco prima dell’Unità d’Italia, nel 1860, per arrivare al 1870.
Sono 293 pagine, per il libro intitolato «Vestiti della nostra militar divisa. L’insediamento dei reali carabinieri nei tre Abruzzi» (Abruzzo Edizioni Menabò, 2014, euro 24), nel quale, attraverso verbali, diari di guerra, carte attinte da archivi di Stato e ritagli di giornale, si ripercorre la prima decade dell’insediamento dei carabinieri allora chiamati piemontesi, da quel lontano 17 gennaio del 1861, in cui si venne a costituire l’ottava legione, al posto della gendarmeria borbonica. Già, i «tre Abruzzi», poiché allora, come è stata suddivisa la ricerca, la geografia regionale, quando Pescara ancora non esisteva, contemplava l’Abruzzo Citra, che rappresentava la provincia di Chieti, Ultra I, rappresentante Teramo, e, infine, Ultra II, L’Aquila. Un «triplice» Abruzzo, che a quel tempo cominciava a ospitare l’Arma, la quale, alle spalle, aveva già i suoi 46 anni di vita, visto che proprio quest’anno cade il suo bicentenario. Un volume, «Vestiti della nostra militar divisa», che si intreccia con la storia nazionale in senso risorgimentale, il quale ieri è stato illustrato alla presenza di numerose autorità. A partire, tra gli altri, dal comandante della legione carabinieri Abruzzo, il generale di brigata Claudio Quarta, mentre tra il pubblico si sono notati il prefetto Vincenzo D’Antuono, la senatrice Federica Chiavaroli, l’ex senatore Andrea Pastore e il presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio. Un lavoro, quello di Massimi e Mennilli, corredato da tavole e illustrazioni, utile oltre che per ricordare grandi nomi, come quelli di Enrico Favier, Felice Zaccaria e Giovanni Brunori, anche per rammentare il ruolo della stampa, attraverso i giornali Il Galiani, L’Aterno e il Giornale dei Gladiatori. Per informazioni, telefonare allo 085.9062001.
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