Dieci anni senza Claudio de Pompeis: convegno e cena per ricordarlo

20 Dicembre 2017

Venerdì all'auditorium Petruzzi la figura del fondatore del Museo delle Genti d'Abruzzo verrà ricordata con un incontro, a seguire una cena tipica abruzzese

PESCARA. A dieci anni dalla scomparsa di Claudio Leno de Pompeis, ideatore e promotore del Museo delle Genti d’Abruzzo, uno dei soci fondatori di Archeoclub d’Italia e dell’Associazione per lo Studio delle Tradizioni Regionali Abruzzesi (Astra), venerdì 22 dicembre alle ore 18.30, all'Auditorium Petruzzi di via delle Caserme a Pescara, verrà ricordata la sua figura di “cittadino”- come amava definirsi - impegnato nel volontariato culturale e nell’associazionismo, virtù civiche ritenute essenziali per la partecipazione alla vita pubblica e sociale, in affiancamento alle istituzioni democraticamente intese.

Nato a Fiume il 25 marzo del 1931 da genitori abruzzesi, de Pompeis “respira” da giovane la cultura mitteleuropea che lo forma ad una concezione dello Stato come entità alla quale appartenere andando oltre l’interesse individuale, sviluppando un senso del dovere che si trasformava in responsabilità etica. Tornato in Abruzzo dopo le epurazioni di Tito, Claudio “riscopre” le proprie radici quando viene ospitato per alcuni giorni in una grotta da alcuni pastori sul monte Velino, dopo essersi ammalato di bronchite durante un’escursione in vetta. Qui rimane colpito dalla solidarietà umana e dai profondi valori di queste genti che poi descriverà, come in un ricco racconto illustrato, lungo il percorso espositivo del Museo delle Genti d’Abruzzo. Ecco un’excursus cronologico della sua opera.

- 1970: su impulso di Claudio de Pompeis viene costituito a Pescara un nucleo di studiosi di preistoria sotto la guida del barone Giovanni Battista Leopardi. Si rilancia il Comitato Ricerche Preistoriche, costituito dal Soprintendente Archeologo Valerio Cianfarani e dal professor Antonio Mario Radmilli, paletnologo dell’Università di Pisa.

- aprile 1971: de Pompeis promuove e fonda l’Archeoclub di Pescara (primo presidente il padre Ermanno de Pompeis, medico umanista) e partecipa alla fondazione dell’Archeoclub d’Italia con la tessera numero 2 dopo quella del presidente Romolo Augusto Staccioli. Per i suoi meriti verrà insignito dell’Alfa d’Oro.

- 24 febbraio 1972: viene chiamato a rifondare l’Astra (Associazione Studio Tradizioni Regionali Abruzzesi) dopo lo scioglimento e ne diviene il presidente, carica che rivestirà fino alla sua morte.

- 20.05.1973: Inaugurazione della Mostra Archeologica Didattica Permanente e del Museo delle Tradizioni Popolari Abruzzesi sotto i fondaci della Casa d’Annunzio. Dall’iniziale funzione di raccolta dei materiali che l’Archeoclub scavava, in collaborazione con l’Università e la Soprintendenza, e che l’Astra acquisiva per conservare le testimonianze di una civiltà agro-pastorale che andava scomparendo, le due esposizioni museali vengono ben presto proposte come luoghi deputati alla missione educativa e di diffusione della conoscenza della cultura e del patrimonio regionale, a partire dalle scuole, grazie all’azione di guide volontarie di molti iscritti delle due associazioni.

- Anni Ottanta: in collaborazione col Comune di Pescara, Claudio de Pompeis fonda la collana dei Quaderni del Museo, pubblicazioni periodiche dove venivano riportate le principali scoperte ed i contributi scientifici di molti studiosi non solo abruzzesi. Nel frattempo, grazie all’intensa attività di ricerca e di scavo sul territorio, condotta a titolo gratuito nel tempo libero (ricordiamo che Claudio svolgeva la professione di medico e che, sempre per il suo senso di responsabilità e di impegno etico-sociale, al termine della sua carriera era diventato anche Primario del servizio di Medicina del Lavoro della Usl di Pescara), Claudio scopre una nuova cultura preistorica di epoca neolitica: la “Cultura di Catignano”. Grazie a questa ed altre importanti scoperte archeologiche Claudio viene nominato all’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, unico membro “laico” insieme a professori universitari e Soprintendenti. - Grazie all’utilizzo del metodo archeologico stratigrafico negli scarichi delle antiche fornaci di ceramica di Castelli, viene riportata alla luce e attribuita a questo centro la produzione rinascimentale di maioliche prima attribuita ad altre manifatture, come Faenza. dopo una campagna di scavo durata 10 anni, col contributo determinante di molti giovani volontari dell’Archeoclub fra i quali ricordiamo l’amico e presidente Giulio De Collibus, viene organizzata a Pescara una grande mostra internazionale con le maioliche di Castelli provenienti dai più prestigiosi musei del mondo e contemporaneamente si ospita un convegno internazionale di studi che finalmente sancisce ufficialmente questa scoperta, costringendo molti curatori di musei a cambiare le didascalie delle loro collezioni di maioliche. Fu quella l’occasione per due giovani antropologi iscritti all’Astra, Roberto Di Vincenzo e Giovanni Tavano, per fondare e promuovere la Società Carsa, prima impresa culturale della regione. Nel frattempo dall’osservazione delle due raccolte, quella preistorica e quella etnografica, ospitate in maniera adiacente nei fondaci di Casa d’Annunzio, de Pompeis matura l’idea di creare un unico percorso espositivo: il Museo delle Genti d’Abruzzo, un grande ed innovativo discorso sulla storia dell’Uomo in Abruzzo. Con la collaborazione dell’allora assessore alla cultura Carlo Lizza e dell’intendente di Finanza Nicola D’Agostino, il Comune di Pescara nel 1982 acquisisce dal Demanio il Bagno Borbonico al prezzo simbolico di 70 milioni di lire, col vincolo di destinazione a Museo delle Genti d’Abruzzo. Astra e Archeoclub donano al Comune le due raccolte museali esposte al pubblico nei fondaci di Casa d’Annunzio. Nel 1989 viene aperto al pubblico il restaurato edificio del Bagno Borbonico, in occasione della Mostra sulla maiolica rinascimentale di Castelli “Una stagione ritrovata”.

- 16 giugno 1991: si inaugurano le prime 7 sale del Museo delle Genti d’Abruzzo e Claudio ne diviene il Conservatore Onorario. Il Comune di Pescara mette a disposizione importanti risorse, anche umane, che nel frattempo si formano collaborando agli allestimenti e costituendo il nucleo delle ricerche entnoantroploogiche nella regione. Ricordiamo a questo proposito le dottoresse Anna Severini ed Adriana Gandolfi.

- 1997: su proposta di Claudio e del figlio Ermanno, col supporto economico dell’imprenditore mecenate Pietro Barberini, viene costituita la Fondazione Genti d’Abruzzo Onlus insieme al Comune di Pescara che la approva in Consiglio con una delibera “Bipartisan”. L’Ente nasce per coinvolgere nella gestione del Museo le associazioni di volontariato che lo hanno promosso, favorire la partecipazione dei privati e rilanciare le attività e il completamento del Museo con una gestione più snella di tipo privatistico.

- 31 gennaio 2003: sotto la guida del Conservatore Onorario viene portato a termine il progetto espositivo, inaugurando le nuove 8 sale e completando il percorso formato da 15 grandi aree tematiche.

- 22 novembre 2003: grazie al coinvolgimento di importanti capitali privati viene completata anche l’ala nuova del museo adibita a servizi aggiuntivi, con l’apertura dell’Auditorium “Leonardo Petruzzi”, del Caffè Letterario “Pietro Barberini” e della Biblioteca “Giovanni Pansa”, ubicata presso i nuovi locali degli uffici.

- 18 novembre 2007: Claudio de Pompeis lascia la vita terrena con un appello “ai continuatori” riportato nel Quaderno del Museo numero 32 dal titolo “il contributo degli studiosi abruzzesi alla scoperta dell’archeologia regionale”. Quasi un testamento morale ed un’appello ai giovani a partecipare ed a coltivare il sogno di raggiungere l’”egalité” attraverso una diffusa e matura cultura di massa. Queste le sue parole AI CONTINUATORI:

"Questo Quaderno è dedicato ai volontari delle due associazioni Archeoclub di Pescara ed Astra. Senza la loro partecipazione solidale ed il loro lavoro, a volte faticoso ed umile (ricordate i tanti anni passati a lavare “cocci” solo per dare un seguito positivo e clamoroso alle scoperte di Castelli?), nulla sarebbe stato... Siate sempre orgogliosi di quanto abbiamo insieme costruito in questi trenta anni per far crescere la società attraverso il migliore dei mezzi: la cultura. Con fiducia vi dico che vi sono ancora tanti giovani nelle nostre associazioni che hanno raccolto con spirito puro la fiaccola ideale lasciata da Radmilli e Cianfarani. Attraverso la Fondazione Genti d’Abruzzo, frutto maturo di questo lungo coerente lavoro, potranno fare ancora tanto cammino, rinnovando fatalmente nel tempo gli uomini ma conservando le idealità originarie. Frequentando questi giovani studenti, molti provenienti dal sud, sento che il sogno di raggiungere l’”Egalité” attraverso una diffusa e matura cultura di massa, dopo duecento anni, possa essere vicino a realizzarsi compiutamente, con tutte le conseguenze positive per la società. Coraggio, dunque, e ancora forza tutti insieme!”.

Dopo la serata dedicata a Claudio de Pompeis, a seguire la sala "Favetta" ospiterà la cena per lo scambio degli auguri per le festività e i canti e le danze popolari del gruppo pennese "Vurre Vurre". La cena, aperta a tutti, avrà un costo di 20 euro per i soci Astra, 25 euro per i non associati e 10 euro per i bambini fino a 12 anni. Le prenotazioni vanno effettuate alla biglietteria del Museo delle Genti in via delle Caserme 24. Informazioni al numero telefonico 393.414341.