Dieci giorni fa la tragedia alla Sabino

Tre vittime a Casalbordino. In aprile a Teramo un morto in un cantiere in centro
TERAMO. È un lungo elenco di nomi di padri, mariti, fratelli e figli che non toneranno più a casa quello dei morti sul lavoro in Abruzzo.
Con l’ultima tragedia alla Sabino Esplodenti di Casalbordino e con le sue tre vittime dopo quelle di tre anni fa. Appena dieci giorni fa nell’azienda di Casalbordino sono morti Fernando Di Nella, 62 anni di Lanciano, vicino alla pensione; Giulio Romano, 56 anni di Casalbordino, nel 2020 scampato alla sciagura per un cambio di turno; e Gianluca De Santis, 44 anni di Palata (Campobasso). Secondo i dati diffusi di recente dall’Inail in Abruzzo e relativi al periodo compreso tra gennaio e luglio di quest’anno i morti sul lavoro sono raddoppiati: dai 9 dello scorso anno sono passati a 18. Le vittime degli incidenti mortali, tutti uomini, sono state 7 in provincia di Teramo, 6 in quella di Chieti e 5 in quella di Pescara, mentre in questo periodo non sono stati registrati all’Aquila.
I dati diffusi dall'Inail, relativi sempre al periodo gennaio-luglio 2023, disegnano un quadro che vede un aumento delle vittime e un calo del numero degli incidenti del 30%: nei primi sette mesi del 2022 erano stati 10.306 contro i 7.156 di quest'anno. Di questi, 2.197 si sono registrati in provincia di Chieti, che detiene la maglia nera, 1.920 in quella di Teramo, 1.556 a Pescara e 1.483 in provincia dell’Aquila. In provincia di Teramo ad aprile è morto il giovane Ibrahima Domè, 24enne operaio senegalese, precipitato da un’impalcatura nel cantiere di una chiesa in centro a Teramo. A febbraio il 62enne Dino Trignani è deceduto nell’esplosione di fuochi d’artificio mentre lavorava nel piazzale esterno di una ditta di fuochi d’artificio di Caprafico. Nell’incidente è rimasto ferito un altro dipendente. A settembre del 2022 sempre nel Teramano due operai sono morti sul lavoro a distanza di quindici giorni. Dopo la morte del 49enne operaio di Giulianova Antonio Fanesi colpito alla testa da un macchinario mentre lavorava alla Metallurgica Abruzzese di Mosciano, un’altra tragedia si è consumata in pochi attimi in un’azienda di Pianura di Guardia Vomano, nel territorio comunale di Notaresco. Roberto Scipione, operaio 52enne di Bisenti, era salito sul tetto del capannone per installare pannelli fotovoltaici. L’uomo era arrivato sulla sommità attraverso un’impalcatura montata lungo una parete esterna dello stabilimento: in pochi istanti è precipitato all’interno sfondando un lucernario. I soccorsi sono stati immediati e in poco tempo dopo la richiesta d’aiuto degli altri operai sul posto è arrivata l’ambulanza del 118 con gli operatori che, dopo averlo stabilizzato, lo hanno subito trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini dove l’uomo è morto qualche istante dopo.(d.p.)
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