Dieci mesi in cella da innocente: risarcito

Sergio Moscone di Bussi non era il basista di una rapina al portavalori. Lo Stato gli darà 75mila euro
BUSSI. Era finito in carcere perché accusato di essere il basista della rapina compiuta nel dicembre del 2011 tra Raiano e Vittorito ai danni di un portavalori, rapina che fruttò quasi 175mila euro. Assolto in sede di Corte d’appello per non aver commesso il fatto, ora ottiene anche il risarcimento di 75mila euro per l’ingiusta detenzione subita. Protagonista del grave errore giudiziario Sergio Moscone, 61enne originario di Bussi sul Tirino, che finalmente con il risarcimento ottiene il riscatto che aveva inseguito fin dal primo momento del suo arresto. I fatti, come detto, risalgono a una rapina a mano armata commessa ai danni di un portavalori il 16 dicembre del 2011. Moscone rimase coinvolto nella vicenda dopo che i carabinieri ritrovarono l’auto utilizzata per la rapina, in un capannone di Raiano che aveva in uso. Nel corso delle indagini e a distanza di una decina di giorni dalla rapina, il gip Ciro Marsella del Tribunale di Sulmona, su richiesta dell'allora Sostituto Procuratore Maria Teresa Leacche, dispose la custodia cautelare in carcere di Moscone fino all’ottobre dell’anno successivo alternando il carcere con la detenzione domiciliare. Poi, il 23 ottobre è stato rimesso in libertà. «La vicenda che ci occupa rappresenta un caso di gravissimo errore giudiziario ove un onesto cittadino si è visto privato per circa un anno della sua vita e spogliato dell'affetto della moglie e dei figli», afferma l’avvocato Angelo Pace che insieme all’avvocato Antonio Valentini dell’Aquila ha difeso Moscone nel procedimento giudiziario.
«Fatti che hanno stravolto non solo l'esistenza del Moscone, ma anche la vita dei suoi cari i quali sono stati travolti da questa tragica vicenda giudiziaria. Finalmente oggi giustizia è stata fatta». Alla sentenza di assoluzione della Corte d'appello grazie alla quale Sergio Moscone è stato riabilitato agli occhi di tutti è arrivato ora il risarcimento del danno per l'ingiusta detenzione.
«Un risarcimento che non potrà mai restituire il pezzo di vita rubato al Moscone e alla sua famiglia», conclude l’avvocato Pace, «ma potrà costituire un punto di partenza per guardare avanti, mai dimenticando di essere stato vittima di una grave ingiustizia che gli ha cambiato definitivamente il corso dell'esistenza». (c.l.)
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