Dieci politici del Pd pronti a correre per la Regione

23 Dicembre 2018

Ex deputati, assessori e consiglieri hanno offerto la loro disponibilità a candidarsi Ma i posti a disposizione sono solo sette. E nel partito scoppia il caso Di Marco

PESCARA. Sono in tutto dieci i politici pronti a correre alle elezioni regionali del prossimo 10 febbraio nella lista di Pescara del Pd. La rosa dei nomi completa è stata svelata ieri, durante la riunione del coordinamento politico provinciale di Pescara, convocata alle 8 di mattina nella sede di via Lungaterno per consentire ai partecipanti di essere poi presenti alla convention di Giovanni Legnini. Così ex deputati, vice sindaci, assessori, consiglieri e segretari di sezione sono usciti allo scoperto offrendo la loro disponibilità a candidarsi per il consiglio regionale. Si tratta di esponenti politici tutti più o meno noti. Le donne in lizza sono quattro: alla consigliera comunale di Pescara Leila Kechoud e alla vice sindaco di Spoltore Chiara Trulli, che avevano già detto di essere pronto a correre alle elezioni del 10 febbraio, si sono aggiunte l’ex deputata Vittoria D’Incecco, che ha così sciolto la sua riserva e, a sorpresa, l’assessore del Comune di Pescara Simona Di Carlo.
Gli uomini, invece, sono sei. Alcuni avevano già svelato la loro intenzione di candidarsi, qualcun altro è uscito fuori ieri. Scontata, ad esempio, la scelta di correre per il consiglio regionale dell’ex presidente della Provincia Antonio Di Marco, così come le disponibilità offerte dal vice sindaco Antonio Blasioli, dell’assessore comunale Giacomo Cuzzi, nonché del capogruppo regionale uscente Alberto Balducci. Ipotizzabile, in un certo senso, appare anche la decisione dell’ex deputato Antonio Castricone, intenzionato a riprendere l’attività politica e amministrativa dopo un periodo di pausa. Può sembrare una sorpresa, in compenso, la disponibilità offerta dal segretario della sezione Pd di Penne Andrea Vecchiotti, anche se la sua verrebbe considerata una candidatura di bandiera in quanto l’area vestina reclamava un proprio rappresentante.
Ora, però, c’è il problema che nella rosa ci sono tre nomi di troppo, perché i posti disponibili nella lista sono solo sette. Tre persone dovranno fare un passo indietro, forse, su richiesta del partito. Intanto, ieri all’interno del Pd è scoppiato il caso Di Marco. C’è chi ha sostenuto che la sua candidatura sia poco opportuna, in quanto coinvolto nell’inchiesta giudiziaria su Rigopiano. (a.ben.)
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