Diego, segnali di speranza «Ora preghiamo per lui»

10 Febbraio 2023

Il 12enne è ancora ricoverato ad Ancona, ma ieri è stata alleggerita la sedazione E davanti alla chiesa il pensiero è proprio per lui: sarà la forza della sua mamma

PESCARA. E nel giorno del dolore, piccoli spiragli di speranza arrivano da Ancona, dove dal giorno dell’incidente è ricoverato in prognosi riservata Diego, 12 anni, l’unico dei tre figli di Silvestrone sopravvissuto all’incidente. Dal bollettino medico dell’Azienda ospedaliera delle Marche si apprende che stanno iniziando le manovre di alleggerimento delle sedazioni. «I controlli clinico-strumentali post operatori, da parte dei chirurghi maxillo-facciali», scrivono, «confermano la stabilizzazione delle fratture e il ripristino della eumorfia del volto».
«Diego sarà la forza della mamma Barbara, vivranno l’uno per l’altra», dicono, in attesa delle tre bare davanti alla chiesa, Sonia e Tiziana, mamme dei compagni di scuola. «Nicole era una ragazzina sorridente, Brando molto dolce. Lei gli faceva da mamma. Staremo vicino a Barbara, in silenzio, e a Dio chiediamo di salvare Diego». Gli occhi gonfi di lacrime, gli sguardi persi, i silenzi e il dolore composto di amici, parenti, conoscenti che ieri, malgrado pioggia e nevischio, hanno affollato la chiesa della Visitazione a Zanni per l’ultimo saluto al campione paralimpico Andrea Silvestrone e ai figli, Nicole e Brando, 14 e 8 anni. Ha gli occhi lucidi Valerio Basilavecchia: «Andrea mi ha lasciato un messaggio sul telefonino il giorno prima della scomparsa. Sono stato poco bene e mi chiedeva come mi sentivo. Tieni forte le redini, mi ha raccomandato. E poi mi ha salutato col suo “Vamos”. È un dolore inimmaginabile, era vitale ed entusiasta, non sono riuscito a guardarlo chiuso nella bara, i figli erano i suoi tesori. Con l’amico Paolo Minnucci lo ricorderemo. Ora prego per Diego».
Romolo e Claudia ricordano il grande amore dei bambini per gli animali: «Venivano sempre a giocare con i nostri cagnolini, erano felici. È tutto surreale. Andrea era un bravo padre, attento e amorevole. Diego si sveglierà e non troverà più il papà e i fratelli, speriamo riesca a superare questo grande dolore, col tempo». «Andrea era un combattente, lasciava il segno ovunque andasse», il pensiero straziante di Lidia, sulla carrozzina. E il marito Piero: «I bimbi gli si sedevano in braccio mentre lui, durante gli eventi sportivi e di rappresentanza, rendeva testimonianza della sua vita. E ogni volta che tornava da un viaggio, aveva sempre un regalo per loro. Oggi piove, anche il cielo piange i nostri tre angeli». La maestra pescarese, Maria Cicarelli, amica della madre di Andrea, Franca Di Nardo, originaria di Gamberale, lo ricorda bambino: «Io insegnavo a Ravenna e la famiglia Silvestrone viveva lì, tanti anni fa. Andrea era bello, sveglio, vivace, giocava insieme al fratello Luca, erano ancora lontani i tempi della disabilità. Sono molto addolorata e sono qui per salutare questa bella famiglia». Senza più forze, Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate: «Questa tragedia ci insegna che la vita va amata ogni attimo. Quando, anni fa, gli diedi la carozzina, lui ne fu felice perché rappresentava la sua libertà».
«Era lui che, nonostante la carrozzina, trasmetteva forza ed energia a noi, era una persona fantastica», ricordano gli amici Carlo Vernamonte e Gianni.