Dietro il pestaggio la lite per un accendino

10 Agosto 2016

PESCARA. È successo tutto per un accendino. Dopo l’aggressione sul lungomare Nord ai danni di due giovani di Penne durante la Notte bianca di domenica, emergono nuovi particolari sui presunti...

PESCARA. È successo tutto per un accendino. Dopo l’aggressione sul lungomare Nord ai danni di due giovani di Penne durante la Notte bianca di domenica, emergono nuovi particolari sui presunti responsabili, compreso l’accento campano che hanno descritto le vittime. Proprio per loro, due ragazzi pennesi, quella di ieri è stata una giornata intensa. In mattinata sono stati in questura per presentare denuncia e poi, nel pomeriggio, hanno fatto tutti i controlli medici per verificare i rispettivi referti e le reali condizioni di salute.

Ai poliziotti in questura i due ragazzi hanno raccontato tutti i particolari utili alle indagini ricostruendo i fatti di quella serata. E cioè: prima di essere aggrediti verso le 4,30 i ragazzi di Penne, insieme ad altri 4-5 compagni, erano stati in diversi stabilimenti. In uno di questi hanno avuto un banale battibecco con dei ragazzi per un accendino. Un bisticcio finito lì per la comitiva pennese, ma evidentemente non per qualcuno dell’altra comitiva, forse per una parola di troppo, o per qualcosa letta come un affronto da dover vendicare. Dal racconto dei due ragazzi in questura, sono emersi anche altri dettagli: «Sembrava avessero accento napoletano», ha riferito il 28enne pennese ancora scosso per l’accaduto. Secondo quanto ricostruito dalle vittime, gli aggressori hanno prima aspettato che la comitiva pennese si sciogliesse e poi, quando sono rimasti in due, li hanno aggrediti alle spalle. I due ragazzi sono stati scaraventati oltre le siepi del lungomare e presi a calci e pugni in testa, sul viso e sul collo. A riportare la peggio è stato il 18enne con un avambraccio rotto, la microfrattura di un dito e il volto tumefatto. Il primo ad essere pestato è stato il più grande dei due, lo stesso 28enne che, una volta riprese le forze ha tentato di correre in aiuto dell’amico mettendo in fuga i tre teppisti. Lo stesso 28enne ha detto di essersi ritrovato con il viso in una pozzanghera diversi metri più lontano rispetto al punto dov’è iniziata l’aggressione. Fortunatamente i colpi ricevuti in testa da entrambi non hanno causato guai seri. Una volta in pronto soccorso i due ragazzi sono stati sottoposti a tutti gli accertamenti che hanno escluso lesioni ed emorragie interne.

Intanto, a Penne tanti si sono stretti attorno ai due giovani, conosciuti in paese come due bravi ragazzi e soprattutto per la loro grande passione per la pallavolo. La speranza è che la giustizia faccia il suo corso e soprattutto che la polizia riesca a dare un nome e un volto agli aggressori.

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