Diga di Penne, livelli idrici mai così bassi

24 Agosto 2017

Dal 3 agosto, l’invaso è calato di cinque metri. Allarme siccità, il consorzio di bonifica invita gli utenti a razionare l’acqua

PENNE. Le scarse precipitazioni piovose degli ultimi mesi e le temperature per giorni ben al di sopra della media stagionale stanno determinando un grado di siccità che potrebbe determinare problemi di fabbisogno idrico nei prossimi mesi. L’invaso della diga di Penne, anche a causa della sensibile diminuzione della portata del fiume Tavo che lo alimenta, ha un livello inferiore di acqua rispetto agli anni scorsi. A segnalare il problema nel bacino artificiale del capoluogo vestino è stato lo stesso consorzio di bonifica Centro in un documento del 16 agosto scorso.
I dati rilevati dal consorzio non lasciano spazio a dubbi: dal 3 agosto a ieri, il livello dell'acqua dell'invaso pennese si è abbassato giorno per giorno dai 247,29 metri registrati il 3 agosto ai 242,15 metri del 22 agosto. Per il consorzio, la situazione che si sta verificando potrebbe persistere, o addirittura aggravarsi. Questo spiega perché, tutti i consorziati, sono stati sollecitati ad attuare le migliori pratiche di risparmio idrico. L'invito è quello di evitare il prelievo di acqua durante le ore più assolate del giorno, in modo da favorire il riempimento delle vasche di compensazione. Sarebbe inoltre utile evitare l'irrigazione a scorrimento e adottare i sistemi di adacquamento a goccia, dove possibile, mentre per i sistemi di irrigazione a pioggia con i rotoloni l'utilizzo di tecniche che consentano il minor spreco possibile.
Il consorzio ricorda che è severamente vietato il prelievo dagli idranti consortili per invasare laghi e altri accumuli artificiali. L’attuale condizione del Lago di Penne preoccupa soprattutto gli imprenditori agricoli della vallata del Tavo, in particolare chi utilizza la risorsa idrica del bacino pennese per irrigare i campi.
Dalla diga di Penne proviene l'approvvigionamento dei territori di Loreto Aprutino, Collecorvino, Cappelle, Moscufo, Penne e Città Sant'Angelo.
«Che in primavera ci sia la piena e a inizio autunno un basso livello di acqua è una costante per il bacino di Penne. È una situazione che va avanti da tempo. Ma sono in atto cambiamenti climatici, c'è molta siccità e gli incendi modificano ulteriormente l'ecosistema», spiega il direttore della Coop Cogecstre, che gestisce la riserva naturale pennese, Fernando Di Fabrizio. Quanto alla carenza idriuca, per Di Fabrizio, sarebbe necessario anche apportare alcune modifiche ai regolamenti.
«Bisognerebbe trovare un sistema di monitoraggio differente. Premiare chi consuma meno e spendere qualche risorsa in più sulle tecnologie. Si dovrebbe pagare sul consumo, installando contatori, non ad ettaro. Di certo», chiosa Di Fabrizio, «c'è che l'importanza di questo bacino è indiscutibile fino alla costa pescarese e bisognerebbe prenderne sempre più atto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA