Dipendenti mandati a casa per il caldo

I condizionatori non funzionano, chiuse le segreterie studenti
PESCARA. Troppo caldo, tutti a casa, l’università chiude le segreterie degli studenti. Ancora una volta all’università di viale Pindaro i dipendenti delle segreterie studenti sono stati invitati a lasciare il posto di lavoro. Questa volta non per i cedimenti del controsoffitto, com’era successo nei mesi scorsi nel dipartimento di Lingue e in quello di Architettura, ma per il caldo. I condizionatori non funzionano da tempo, infatti, e i due pinguini piazzati nelle stanze frequentate anche da docenti e studenti non sono sufficienti, date le temperature africane di questi giorni, a garantire anche il minimo refrigerio. Una situazione di disagio pesante non solo per i frequentatori degli uffici, ma soprattutto per i 27 lavoratori delle segreterie studenti di economia, lingue, architettura, ingegneria e scienze manageriali che si trovano nel campus di viale Pindaro distaccate dai tre blocchi centrali.
E così ieri mattina, prima ancora che un dipendente si sentisse male davvero per il caldo, il responsabile del settore personale non docente Nicola D’Adamio, su ordine del direttore generale, con una mail ha mandato a casa tutti i lavoratori. Oggetto del messaggio: sospensione momentanea attività segreteria studenti di Pescara. Senza specificare i termini della “momentaneità” («seguirà successiva comunicazione in ordine al ripristino delle regolari attività»), nella mail si legge: «Considerate le criticità riscontrate presso le strutture in oggetto in ordine al funzionamento degli impianti di condizionamento, si comunica che il personale in servizio presso i predetti locali è libero di lasciare il posto di lavoro al fine di evitare eventuali problematiche dovute alle temperature elevate». Precisando, con questo, che «le eventuali assenze conseguenti alla presente comunicazione saranno considerate giustificate».
Una scelta che, se da una parte tutela i dipendenti da eventuali malori, dall’altra crea un grave disagio agli studenti molti dei quali proprio in questi giorni sono alle prese con le tesi di laurea. Ma non solo. La chiusura delle segreterie rallenta pesantemente anche la registrazione degli esami, circostanza che si ripercuote anche sull’ottenimento delle borse di studio dei ragazzi stessi reduci, soprattutto gli iscritti di lingue, dai disagi dovuti al crollo del controsoffitto nell’aula dei lettori, motivo per quale la segreteria e i lettori erano stati spostati a Palazzo Micara dove tra topi e fili elettrici volanti erano intervenuti anche i Nas. Adesso però, nel caso dei condizionatori, e con l’estate appena all’inizio, si tratta di capire come e quando porre rimedio a tale situazione. Sulla carta la competenza è della ditta che si è aggiudicata l’appalto di global service, per sette anni più due prorogabili, che per un importo di 60 milioni di euro deve assicurare la manutenzione del verde, quella termica e idraulica dell’intero ateneo D’Annunzio. Lavori che dovrebbero iniziare già oggi, impiegando anche più giorni. Ma i dipendenti, senza ulteriori comunicazioni, oggi andranno al lavoro.
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