Disabile costretto in casa dalle scale, Sos senza risposta
MONTESILVANO. Sono trascorsi 4 mesi dall’accorato appello lanciato sulle pagine del Centro da Giuliano Ottavianelli, il pensionato invalido che lo scorso marzo chiese aiuto poiché recluso da oltre 3...
MONTESILVANO. Sono trascorsi 4 mesi dall’accorato appello lanciato sulle pagine del Centro da Giuliano Ottavianelli, il pensionato invalido che lo scorso marzo chiese aiuto poiché recluso da oltre 3 anni in casa per via delle barriere architettoniche nel suo palazzo. E ad oggi i disagi continuano per il 70enne, ipovedente e privo di un piede, che vive nel palazzone di via Lazio 61, l’edificio degradato di Villa Verrocchio che ospita le case popolari del Comune di Pescara.
In questo lasso di tempo, anche con la collaborazione dell'associazione Carrozzine determinate Abruzzo e dell'amministratore di condominio, l’anziano è riuscito ad avere le chiavi dell’ascensore, fermo da 3 anni per via dei vandali e dei morosi che ne impedivano il funzionamento. Ma il problema persiste a causa di altre barriere architettoniche e il disabile torna a lanciare il suo grido d’allarme. A sposare nuovamente la causa il presidente dell’associazione Claudio Ferrante dopo aver testato personalmente gli ostacoli. «Nello stabile, prima di arrivare all’ascensore», spiega, «vi sono due rampe di accesso che hanno una pendenza almeno del 50%: ricordiamo che il decreto ministeriale 236 del 1989 impone una pendenza massima dell’8%. Oltretutto, le barriere possono essere eliminate con lavori in cemento e con poca spesa. Al signor Ottavianelli potrebbe essere restituita la libertà se solo il Comune di Pescara facesse quanto dovuto per legge. Per questo», conclude Ferrante, «chiediamo nuovamente agli assessori Adelchi Sulplizio e Giuliano Diodati nonché al sindaco Marco Alessandrini di restituire dignità e libertà a quest’uomo che ha solo la “colpa” di essere persona con grave disabilità».
Antonella Luccitti
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