Disabile indigente sfrattato dall’istituto Santa Caterina

Francavilla, la Asl di Chieti non proroga il ricovero nella struttura riabilitativa E la Fondazione ricorre al giudice. Sospiri chiede aiuto alla Regione
FRANCAVILLA. Sfrattato dall'istituto di riabilitazione della Fondazione Santa Caterina di Francavilla un ragazzo disabile non autosufficiente e in condizioni di indigenza, in terapia riabilitativa post ictus.
La direzione del centro di cura, dopo il no alla proroga del ricovero arrivato dall'Unità di valutazione della Asl di Chieti, si è rivolta al Tribunale per ottenere un provvedimento d'urgenza per liberare il posto letto ancora occupato dal paziente, che i familiari si rifiutano di portar via, convinti che il giovane abbia ancora bisogno di effettuare trattamenti riabilitativi al Santa Caterina.
In mancanza del via libera della Asl al rinnovo del ricovero, non c'è copertura finanziaria per la degenza del disabile nel centro riabilitativo, che costa 130 euro al giorno, spesa che a questo punto dovrebbero sostenere i familiari. Sulla vicenda, denunciata pubblicamente dall'associazione Cittadinanza Attiva, è intervenuto il capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri. «Ho già contattato l'assessore alla Sanità Silvio Paolucci. Una soluzione va trovata, quel ragazzo non può e non deve uscire dall'istituto e nell'attesa di chiarire i termini della vicenda dovrà essere la Regione a farsi carico del suo sostentamento». Secondo Sospiri, il Santa Caterina avrebbe deciso di sfrattare il disabile per aver terminato il budget a disposizione per le terapie. «Trovo vergognoso che non si sia trovata una soluzione prima di costringere un giovane e una famiglia a mettere in piazza il proprio disagio e la propria disperazione», conclude Sospiri.«Voglio capire perché l'Istituto non abbia contattato la Regione per esporre il caso e individuare una via d'uscita in favore del malato, anziché avviare in Tribunale una procedura di sfratto del paziente». La replica della direzione del Santa Caterina: «Il paziente in questione non è stato dimesso dalla Fondazione Santa Caterina ma dalla Asl che non ha autorizzato la proroga. La Asl non ha ritenuto che il paziente necessitasse di cure riabilitative ma di cure assistenziali in una Rsa. La Fondazione, per legge e per contratto, deve attenersi alle disposizioni Asl e non può erogare trattamenti in assenza di autorizzazione. Il paziente non si è attenuto alle disposizioni della Asl e sta occupando illegittimamente un posto letto che dovrebbe essere assegnato agli utenti effettivamente bisognevoli di trattamenti riabilitativi. Per questo motivo la Fondazione è stata costretta a rivolgersi al giudice. La Fondazione ha sempre tutelato e considerato i pazienti e ciò è dimostrato dall'impegno quotidiano che profonde nei loro confronti. Il budget non c'entra nulla. C'è solo una persona che non rispetta le regole e lede i diritti degli altri senza considerare che vi è qualcuno che ha davvero bisogno dell'assistenza sanitaria specializzata erogata dalla nostra struttura».
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