Disabili, attività ferme E scatta la protesta

30 Gennaio 2020

PENNE. L’associazione “Abbattiamo le barriere onlus” scende in piazza per manifestare a sostegno di 18 ragazzi disabili, gravi e gravissimi, del centro diurno sociale di Penne. Sabato alle ore 15,...

PENNE. L’associazione “Abbattiamo le barriere onlus” scende in piazza per manifestare a sostegno di 18 ragazzi disabili, gravi e gravissimi, del centro diurno sociale di Penne.
Sabato alle ore 15, fianco a fianco con le famiglie dei ragazzi, l’associazione si ritroverà in largo San Francesco per poi sfilare in corteo fino a piazzetta XX Settembre, nei pressi del locale dove la nuova associazione incaricata di effettuare il servizio ha ottenuto una sede. Le attività socio-ricreative per questi ragazzi sono ferme dal 20 dicembre scorso, dato che la nuova cooperativa alla quale è stato assegnato il servizio dopo il bando indetto dall’Ecad, la Sgs di Lanciano, non ha ancora avviato le attività. Le attività ludico-ricreative per questi ragazzi non solo sono necessarie per agevolare e alleggerire il compito già duro delle famiglie, ma anche per mantenere la vitalità e una scintilla di energia nel cuore e nella mente dei ragazzi.
«Chiediamo alle istituzioni di farsi carico degli interessi di questi ragazzi, che inspiegabilmente si ritrovano a casa, senza poter usufruire di quelle attività socio-ricreative funzionali e necessarie per combattere una già complicata esistenza», sostengono i rappresentanti dell’associazione, Gabriele Frisa ed Alessandro Olivieri. Le perplessità dei parenti sono legate anche alle condizioni della struttura assegnata alla Coop per effettuare il servizio del centro diurno sociale.
Sono stati infatti assegnati alla coop di Lanciano i locali dell’ex liceo, tra piazza Luca da Penne e piazzetta XX settembre. Locali scomodi anche per l’accesso di un pulmino e delle carrozzelle. All’interno della struttura, addirittura, a detta di alcuni parenti che l’hanno visitata, ci sarebbe un solo bagno per disabili, peraltro accessibile solo dall’esterno.
Fino allo scorso dicembre i ragazzi svolgevano il servizio del centro sociale diurno all’interno della Paolo VI, praticamente nella stessa struttura dove, ancora oggi, continuano a fare le terapie sanitarie.
«Noi chiediamo a tutte le istituzioni interessate», dicono ancora dall’associazione “Abbattiamo le barriere onlus”, «un centro adeguato alle patologie di questi ragazzi. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare alla protesta per dare un segnale e un sostegno a chi è meno fortunato nella vita. Il servizio sarebbe dovuto già partire da un pezzo. Da quello che si è capito, non è un problema legato alla mancanza di fondi, ma solo un mancato avvio del servizio. Ecad, Regione Abruzzo e Comune di Penne intervengano per far in modo che i ragazzi tornino a svolgere le attività che svolgevano fino a un mese fa dando sollievo alle famiglie», concludono dalla onlus.
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