Disabili, rimborsi bloccati perché manca una firma

PESCARA. «La Regione, con la legge del 25 agosto 2006, numero 29, prevede un contributo a rimborso delle spese sostenute per acquisto o noleggio di strumentazione tecnico-informatica da parte di...
PESCARA. «La Regione, con la legge del 25 agosto 2006, numero 29, prevede un contributo a rimborso delle spese sostenute per acquisto o noleggio di strumentazione tecnico-informatica da parte di persone con disabilità grave. I fondi per il rimborso 2017 sono stati resi disponibili dalla Regione già da diversi mesi, ma non è possibile effettuare i rimborsi alle famiglie perché manca la determina della direzione Amministrativa della Asl». Lo afferma l'associazione Carrozzine determinate Abruzzo.
«Competente per la gestione delle pratiche», dice il presidente dell'associazione Claudio Ferrante, «è l'ufficio Tutela sociale della Asl di Pescara, tra l'altro inaccessibile e pieno di barriere architettoniche come più volte denunciato da Carrozzine determinate, ed è a questo ufficio che si sono rivolte numerose famiglie per avere informazioni, ma sentendosi sempre dare la stessa risposta da mesi si sono rivolte alla nostra associazione, esasperate dalla burocrazia».
«L'appello», aggiunge, «è anche alla politica, agli amministratori della Regione, affinché modifichino la legge 29 del 2006 e rendano le procedure più dignitose, perché si tratta di strumenti di inclusione sociale per le persone con disabilità, non di elemosina, ma di diritti. L'associazione Carrozzine determinate invita dunque la direzione amministrativa del territorio della Asl a provvedere prontamente affinché vengano disposti i rimborsi 2017 alle famiglie con disabilità grave».
«Non è possibile sentirsi dire che il rimborso non può essere effettuato perché manca una firma», sostiene Ferrante, «manca una firma da mesi. Quanto tempo occorre alla dirigenza della Asl per apporre una firma?».
Secondo il presidente dell’associazione, «l’attesa per questo contributo può durare quindi anche quasi due anni».
«L’appello», afferma, «è anche alla politica, agli amministratori della Regione, affinché modifichino la legge e rendano le procedure più dignitose, perché si tratta di strumenti di inclusione sociale per le persone con disabilità, non di elemosina, ma di diritti». «La disabilità», sottolinea Ferrante, «non è solo una lotta continua con le barriere architettoniche e culturali, non è solo (non sempre ma spesso) una quotidiana battaglia contro condizioni di salute sfavorevoli, è anche una faticosissima guerra quotidiana contro la burocrazia». «Un’estenuante burocrazia», avverte il presidente, «che finisce per peggiorare gravemente la qualità della vita delle persone con grave disabilità. La disabilità è una delle prime cause di impoverimento nel mondo, ricordiamo che un disabile ha diritto in Italia ad una pensione di 280 euro mensili».
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