Discarica, a fine mese la decisione sul risarcimento chiesto a Edison

21 Gennaio 2020

BUSSI. Bisognerà attendere la fine del mese per conoscere la decisione del giudice monocratico del Tribunale civile dell’Aquila, Monica Croci, sulla richiesta della Edison di considerare prescritto...

BUSSI. Bisognerà attendere la fine del mese per conoscere la decisione del giudice monocratico del Tribunale civile dell’Aquila, Monica Croci, sulla richiesta della Edison di considerare prescritto il diritto al risarcimento in merito alla mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino. Su questo passaggio si è sviluppata la posizione degli avvocati della difesa di Edison Spa ieri mattina in udienza. I legali hanno insistito sull’eccezione di prescrizione e hanno chiesto che il giudice si pronunci subito, senza attendere la produzione delle prove richieste invece dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Abruzzo tramite l’Avvocatura dello Stato, rappresentata da Cristina Gerardis. È dunque entrato nel vivo il processo di risarcimento civile intentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Abruzzo per ottenere il risarcimento del danno ambientale derivato dalla contaminazione dell’area di Bussi (oltre un miliardo e mezzo di euro) contestato alla multinazionale e a 6 degli imputati in sede penale. Si tratta degli ex manager della Montedison: Maurilio Aguggia, Carlo Cogliati, Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazzareno Santini e Carlo Vassallo. Ieri, il giudice ha accolto la richiesta dell’avvocatura di Stato di produrre l’ordinanza della Provincia di Pescara del dicembre scorso in cui Edison viene individuata come responsabile dell’inquinamento. Nel caso in cui il giudice dovesse scegliere la via indicata da Gerardis e dunque di non seguire la strada della prescrizione, i legali della multinazionale sembrerebbero pronti a presentare un ricorso al Tribunale amministrativo, allungando ancor di più i tempi. E a proposito dell’attesa giustizia, Gerardis ieri ha fatto un appello a non vanificare questi dieci anni di processo penale.
Per l’avvocatura di Stato resta, infatti, importante che si proceda con l’istruttoria, quindi a ripetere davanti al giudice civile «quello, e anche di più, che è già avvenuto davanti al giudice penale, quindi: prove testimoniali, acquisizione delle consulenze, spiegazione di tutto ciò che si è dipanato in questi anni di processo penale. Quello che vorrei è che non venissero vanificati questi 10 anni durante i quali tutti i contribuenti hanno pagato il funzionamento della giustizia per lo svolgimento del processo». L’Avvocatura dello Stato, che rimarca la responsabilità civilistica di Edison, evidenziata anche tramite una ricostruzione della giurisprudenza europea, chiede dunque «che la società s’impegni a bonificare le aree che sono state inquinate». Un’altra data importante sarà il 4 marzo, giorno in cui il Consiglio di Stato si pronuncerà nei confronti del ricorso di Edison, dopo che il Tar aveva respinto l’altro ricorso contro il provvedimento di bonifica che era stato richiesto dall’amministrazione provinciale di Pescara.