Discarica dei veleni «Bonifica in ritardo nei terreni di Bussi»

30 Marzo 2023

I consiglieri regionali Blasioli e Paolucci nei siti contaminati «Ora chi risarcirà i cittadini per i tempi lunghi dei lavori?»

BUSSI. «Come mai non è ancora partita la bonifica sulle aree ex 2A e 2B?». È la domanda che si pongono i consiglieri regionali Pd Antonio Blasioli e Silvio Paolucci che ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo in località Tre Monti già interessata dall'avvio dei lavori di risanamento ambientale. All'ispezione ha partecipato anche Paola Gigli, direttore tecnico di Tremonti srl, costituita ad hoc per la bonifica, il cui subentro ad Edison, soggetto ritenuto inquinatore con sentenza passata in giudicato, è stato riconosciuto dal ministero dell’Ambiente con decreto numero 165 del 29 settembre 2021.
«Ringraziamo la dottoressa Gigli. L’inizio dei lavori di bonifica in località Tre Monti costituisce senz’altro un’ottima notizia», dicono Paolucci e Blasioli, «per cui il Pd ringrazia la procura, il corpo forestale dello Stato e i tanti tecnici dell’Arta per l’abnegazione con cui hanno svolto i rispettivi compiti, in quanto l’area in questione è quella di massima criticità e che ha più influito sull’inquinamento del Campo Pozzi e quindi sull’acqua contaminata che hanno bevuto in Val Pescara e a Pescara». «La mega discarica, scoperta nel 2007, su cui si stanno effettuando gli interventi di bonifica», descrivono i consiglieri, «è ampia circa 30mila metri quadrati e si sviluppa sul territorio di Bussi, lungo il fiume Pescara sulla sponda sinistra e in prossimità della confluenza con il fiume Tirino. La stima quantitativa di materiale antropico è di 130.000 metri cubi, con rifiuti che hanno uno spessore che varia tra i 3 e i 6 metri nella parte settentrionale e tra 2 e 4 metri nella parte meridionale».
Edison invece replica che «il materiale antropico è di 112mila metri quadrati con desorbimento termico, metodo innovativo sperimentato all'estero, che provoca l'evaporazione dei contaminanti convogliati, in seguito in impianti di trattamento». E sono «43mila le tonnellate rimosse e non 40, come sostiene Blasioli, di cui solo il 17% classificati rifiuti pericolosi». «Questa vuole essere anche l’occasione per rimarcare ancora una volta quanto tempo sia stato perso per la bonifica delle aree ex 2A e 2B», dicono Blasioli e Paolucci, che chiedono alla Regione «tempi rapidi di intervento e sapere chi risarcirà l'Abruzzo per le lungaggini» circa il completamento dei siti da bonificare.
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