Discarica di Bussi, 4 indagati al Ministero

20 Novembre 2021

Ancora aperto il fascicolo romano avviato dopo la denuncia del sindaco Lagatta sui ritardi della bonifica

BUSSI SUL TIRINO. Sulla complessa problematica di Bussi, legata ai ritardi della bonifica del sito di interesse nazionale, esiste da tempo una appendice romana.
La procura di Pescara, infatti, a suo tempo aveva anche individuato eventuali responsabilità dei vertici del ministero dell'Ambiente, tanto che, dopo la dettagliata denuncia (giugno 2020) del sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta (indagato nell’ultima inchiesta aperta dai magistrati pescarese insieme a personaggi di Edison e Solvay), aveva iscritto nel registro degli indagati quattro rappresentanti del dicastero dell’Ambiente, in relazione all’annullamento della gara che aveva individuato la Rti Dec Deme come aggiudicataria della gara che avrebbe avuto un costo di circa 48 milioni di euro che erano stati stanziati. La denuncia di Lagatta individuava i quattro ministeriali nel Rup di gara, nel dirigente della divisione III del Ministero, nel direttore generale e nel direttore generale per il risanamento ambientale del Matm.
Le ipotesi di reato riguardavano l’omessa notifica, l’omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio. Ma una volta stabilito, attraverso le indagini dei carabinieri forestali, l’assenza di dolo per il reato di omessa notifica, alla procura di Pescara non restava altro da fare che spedire tutto alla procura di Roma per competenza in relazione alle altre ipotesi di reato (febbraio 2021).
Fascicolo che al momento sembra essere ancora aperto. Il sindaco di Bussi, nella sua denuncia, individuava delle precise responsabilità in capo ai quattro denunciati: «Da quanto rappresentato», concludeva in denuncia, «emergono gravissime ombre e difficoltà di individuare l'effettivo interesse pubblico alla interruzione del procedimento di bonifica solo per aver richiesto ad Edison, in alcuna misura collaborativa, di intervenire genericamente su quelle aree di discarica (si parla sempre di 2A e 2B in particolare ndc) essendo noto che Edison intende coprire i rifiuti con un semplice, ulteriore capping, e per nulla affatto operare una bonifica radicale come quella che era oggetto della gara aggiudicata».
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