Discarica di Piano d’Orta In due non rispondono al pm

22 Novembre 2018

PESCARA. Hanno preferito non rispondere all'interrogatorio voluto dal pm Salvatore Campochiaro, due dei sei indagati nell'ambito dell'inchiesta per inquinamento del sito della vecchia Montecatini...

PESCARA. Hanno preferito non rispondere all'interrogatorio voluto dal pm Salvatore Campochiaro, due dei sei indagati nell'ambito dell'inchiesta per inquinamento del sito della vecchia Montecatini nella frazione di Piano d'Orta del Comune di Bolognano. Assistita dall'avvocato Sergio Della Rocca, il sindaco di Bolognano, Silvina Sarra, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, ma soltanto perché nell'avviso di garanzia ricevuto non viene esplicitato il fatto per il quale è indagata e dal quale dovrebbe difendersi, ma soltanto la violazione di una norma. L'indagine condotta dai carabinieri forestali ha indubbiamente scoperchiato un altro enorme disastro ambientale, in quella zona già martoriata dalla vicina mega discarica di rifiuti tossici e nocivi di Bussi, ma sempre legato all'attività dello stabilimento industriale ormai dismesso da decenni. In questa inchiesta sono coinvolti infatti anche i vertici di Edison: nel caso specifico l'amministratore delegato Marc Benayou e il presidente del cda Jean-Bernard Levy, accusati anche loro di omessa bonifica. L'individuazione del sindaco, quale indagata per l'omessa bonifica del sito, è senza dubbio un atto dovuto da parte della procura, anche alla luce delle sollecitazioni che arrivarono dalle associazioni ambientaliste, ma la mancata bonifica di quel micidiale sito va forse ricercata tornando indietro nel tempo. La norma dice che in effetti il sindaco dovrebbe intervenire dopo l'individuazione dei responsabili, la cui competenza spetta alla Provincia: bonifica per la quale sarebbero necessarie peraltro cifre astronomiche non certo nella disponibilità dell'amministrazione di quel piccolo centro del pescarese. E in effetti le segnalazioni alla Provincia da parte del sindaco Sarra, in questo senso vennero fatte e nel febbraio scorso la stessa amministrazione provinciale firmò un'ordinanza nei confronti di Edison in relazione all'effettuazione della bonifica: ma nulla finora è stato fatto, se non una serie di ricorsi al Tar che bloccano qualsiasi iter, almeno solo per avviare questa fase di bonifica indispensabile per la salute e l'incolumità dei residenti della zona. E su questo aspetto qualcosa avrebbe potuto dire il comandante della polizia provinciale di Pescara, Giulio Honorati, anche lui indagato (per falso e omissione di atti d'ufficio), che però si è trincerato anche lui dietro la facoltà di non rispondere alle domande degli investigatori della forestale delegati dal pm. La prossima settimana dovranno presentarsi in procura gli altri due indagati: il dirigente regionale Franco Gerardini (accusato di omessa bonifica e omissione di atti d'ufficio), e Antonio Ricordi (accusato di omissione di atti d'ufficio e falso) in qualità di responsabile del settore ambiente della polizia provinciale.