«Discarica in sicurezza entro il 2018»

21 Novembre 2017

Lo annuncia il sottosegretario della giunta regionale Mazzocca: intervento ambientale urgente con i fondi del Masterplan

MONTESILVANO. Entro la fine del 2018, l’ex discarica di Villa Carmine potrebbe essere messa in sicurezza. La bomba ecologica che costeggia e minaccia da anni il Saline potrebbe dunque non rappresentare più un pericolo per il fiume di Montesilvano, già particolarmente compromesso a livello ambientale. Ad annunciarlo è il sottosegretario regionale all’Ambiente Mario Mazzocca che, nel fare il punto della situazione sulle questioni urgenti da affrontare per restituire dignità a un’importante porzione di territorio abruzzese, ricorda che al Comune di Montesilvano è attualmente in fase di progettazione l’intervento di messa in sicurezza dell’ex discarica, come prevede l’accordo di programma sottoscritto la prima volta nel 2009 dal ministero dell’Ambiente, dalla Regione e dai numeri enti locali coinvolti.
L’area di bonifica, dell’ampiezza di circa 1.132 ettari, che da sito di interesse nazionale (Sin) è stata recentemente declassata a Sir (regionale) è, infatti, oggetto di un intervento di bonifica e ripristino ambientale che riguarda i tratti terminali di due alvei fluviali, Saline (circa 24 km) e Alento (circa 10 km). L'accordo, nel caso del Saline, prevede anche la neutralizzazione dell’ex discarica che, appena pronto il progetto, l’azienda regionale delle aree produttive (Arap) appalterà e che dovrebbe durare circa un anno. La montagna da 300 mila metri cubi di Villa Carmine, dove negli anni ‘70 sono stati conferiti rifiuti di ogni genere, senza alcuna impermealizzazione del terreno, era già stata interessata da interventi di copertura che hanno però solo contenuto il problema. A dimostrazione della gravità della situazione, nell’aprile del 2016, il sito è stato posto sotto sequestro, a causa di sversamenti di percolato, e la gestione, fino ad allora affidata a un commissario ad acta, è passata temporaneamente al dirigente del Comune di Montesilvano, Valeriano Mergiotti, in qualità di custode giudiziario. Nel frattempo, sono state realizzate opere per fronteggiare l’emergenza, in attesa del dissequestro del sito, avvenuto nel maggio di quest’anno, e sono andate avanti, seppur a rilento, le attività previste dall’accordo di programma per un importo di circa 3,8 milioni di euro. Tra queste, è stato elaborato un piano di indagine ambientale delle aree pubbliche comprese nel Sir, in cui sono stati analizzati terreni, acque superficiali, rifiuti interrati, sedimenti fluviali e marini, che già in passato erano risultati contaminati da diossine.
Contemporaneamente, la Regione ha stanziato circa 5 milioni di euro nel Masterplan che rappresenteranno una boccata d’ossigeno per l’intero sito, così come importante appare l’ingresso nell’accordo dell’università d’Annunzio che si sta occupando di rilevamenti e analisi dei punti di scarico.
«Questo intervento inserito nel Masterplan è fondamentale», sottolinea il sottosegretario Mazzocca, «va detto che è la prima volta che accade. Né quello di Chiodi né quello di Del Turco prevedevano opere di bonifica dei siti di interesse nazionale o regionale. C’è qualcuno che dice che è stato messo troppo poco per l’ambiente, ma se non altro lo abbiamo fatto. Basti pensare che la prima volta che siamo andati al ministero, la dirigente si è stupita perché i fondi erano quasi in fase di disimpegno».
Ma una volta compiuta la bonifica del sito, cosa si potrà fare per valorizzare l’area? Il sottosegretario ha già le idee chiare in merito e annuncia la presentazione, nelle prossime settimane, di un progetto che andrebbe ulteriormente sviluppato ma che è già stato presentato alla Cop21 di Parigi.
«Il progetto», anticipa Mazzocca, «prevede la riqualificazione ambientale di secondo livello utilizzando le energie da fonti rinnovabili, sfruttando dunque il microeolico, il micro-idroelettrico, piccole biomasse, il fotovoltaico architettonicamente integrato, per arrivare al bike sharing intendendo il corso del Saline come possibile direttrice tra costa e collina».
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