Discarica, incontro per la messa in sicurezza

Bussi sul Tirino, via alla nuova conferenza dei servizi per approvare il progetto per il sito
BUSSI SUL TIRINO. Alla vigilia della Conferenza dei servizi che si terrà oggi alla Regione a Pescara per l'approvazione del progetto di messa in sicurezza della aree 2a e 2b e della bonifica del sito industriale, che prevede anche il passaggio di proprietà di questo sito al Comune di Bussi a fronte delle garanzie di sicurezza chieste dal sindaco Salvatore Lagatta, sull'argomento interviene il gruppo consigliare di opposizione Insieme a sinistra che si dichiara contrario alla acquisizione di questa area.
«Come più volte manifestato siamo contrari all'acquisizione delle aree inquinate da parte dell'amministrazione», si legge in una nota, «perché esporrebbe la comunità a gravi rischi: su oltre 50 siti di interesse nazionale, nessuno è stato acquisito da un ente pubblico. La nostra preoccupazione viene aggravata dalle ultime notizie sul processo Montedison e dalla recente legge sugli eco- reati».
I rappresentati di Uniti a Sinistra che sostengono l'opposizione bussese (la consigliera Sonia Del Rossi, il coordinatore provinciali di Sel e Pdci Daniele Licheri e Pierpaolo Di Brigida), si fanno portatori di alcune proposte: utilizzare solo le aree esterne 2a e 2b e quelle che scaturiranno dall'arretramento del Sin (circa 34 mila metri quadrati) per la reindustrializzazione che saranno bonificate con i fondi del commissario Adriano Goio, dare solo in diritto di superficie invece le aree interne al sito industriale da parte di Solvay che deve eseguire la messa in sicurezza come è già avvenuto precedentemente per le società Silisiamont e Isagro.
Terza opzione: «Nella peggiore delle ipotesi, qualora l'amministrazione decidesse di acquisire le aree (non bonificate), questa operazione deve essere ricompresa in un tempo che, per stessa dichiarazione dei vertici Solvay, può essere stimato in 5 - 8 anni, trascorso il quale le aree potrebbero anche passare al pubblico, ma solo dopo aver avuto la possibilità di verificare l'andamento dello stato di messa in sicurezza, attraverso il piano di monitoraggio in continuo dell'intero sito». Le proposte avanzate «sono in linea», evidenziano Del Rossi, Licheri e Brigida, «con le posizioni che il sindaco ha presentato in un incontro pubblico a Bussi il 30 luglio del 2012 quando ribadiva che la soluzione del problema occupazionale non può prescindere dalla bonifica che spetta a Solvay».
Walter Teti
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