«Discriminato dalla scuola per il cognome»

L’istituto Di Marzio non riammette il 18enne Di Rocco. Il padre: razzismo. La preside: «Non è così»
PESCARA. «Discriminato per il nostro cognome». È l'accusa lanciata da Guido Di Rocco, papà di Morgan, 18 anni compiuti a giugno, nei confronti dell’istituto Di Marzio-Michetti.
Morgan quest’anno avrebbe dovuto frequentare il terzo dell’indirizzo Meccanica dell'istituto professionale di via Arapietra. La scuola però ha rigettato la sua iscrizione. «Lo scorso anno mio figlio è stato bocciato per le assenze dovute al Covid e a un infortunio», ricostruisce il genitore, che è tecnico in un scuola di pugilato. «Quest'anno voleva continuare, ma dopo un mese di attese, ora gli hanno detto che non c'è più posto». Secondo il papà di Morgan, c'è solo un motivo alla base della mancata iscrizione del figlio. «Il nostro cognome», afferma. «Non capisco perché questa esclusione nei suoi confronti. Con la palestra di pugilato noi aiutiamo i ragazzi disagiati. Accogliamo sempre tutti, e invece mio figlio è stato rifiutato, ma la scuola è un diritto. È solo razzismo».
Rigetta tutte le accuse la preside dell’Ipsias, Maria Antonella Ascani. «In questa scuola abbiamo ragazzi con tutti i cognomi. Abbiamo avuto studenti con lo stesso cognome di Morgan che sono stati rappresentanti d’istituto e che hanno ottenuto già contratti di lavoro in aziende del territorio. Ciò che conta da noi sono educazione e rispetto». La non ammissione del ragazzo, secondo quanto ricostruito dalla dirigente scolastica è stata decisa all’unanimità dal collegio docenti alla fine di settembre. «Morgan è stato bocciato per due anni consecutivi», riepiloga. «In questi casi la riammissione non è automatica, ma deve essere votata dal collegio dei docenti. Quest'anno abbiamo esaminato circa 8 richieste di ammissione di ragazzi con situazioni simili a quella di Di Rocco. In alcuni casi sono stati ammessi, in altri no, sulla base di una prevedibile produttività degli studenti. Per il percorso scolastico del ragazzo fino a oggi non c'erano i termini». La preside chiederà un incontro con i genitori, «per spiegare come stanno le cose, ma anche per proporre di far proseguire il percorso nei corsi serali dell’Aterno Manthoné (scuola di cui Ascani ha assunto la reggenza quest'anno, ndc). Credo che condividere gli studi con adulti possa essere più formativo per Morgan». (m.pa.)

