Disoccupati, numeri in crescita: in regione sono quasi 17mila

2 Agosto 2020

Nel report dell’Inps l’altra faccia (drammatica) della crisi  Persi 1.437 posti di lavoro nei primi quattro mesi dell’anno 

L'AQUILA. Un'emorragia di aziende in Abruzzo. Solo da gennaio a marzo di quest'anno il comparto economico regionale ha dovuto fare a meno di 399 attività produttive. Questo un primo dato negativo, che si somma alla perdita di occupazione: i lavoratori attualmente disoccupati, nel primo quadrimestre 2020, sono aumentati di 1.437 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
È la fotografia scattata dall'Osservatorio dell'Inps Abruzzo, che ha arricchito il report sui pensionamenti e sulla cassa integrazione, con un focus sul tessuto sociale e imprenditoriale. Da cui emerge una seconda considerazione, relativa alla tipologia e all'assetto delle imprese presenti sul territorio: nell'80% dei casi si tratta di piccolissime realtà, da uno a sei dipendenti.
MENO IMPRESE. Le aziende attive in Abruzzo, a dicembre 2019 erano 38.346. A marzo di quest'anno la cifra è scesa a 37.947, con una perdita di quasi 400 unità, che hanno chiuso definitivamente. «L’analisi effettuata», spiega il report, «evidenzia come, a fine marzo di quest'anno, il tessuto aziendale regionale era caratterizzato dalla presenza di 28.427 aziende che hanno versato i contributi all'Inps, rispetto al totale di quelle operative, con 204.228 lavoratori dipendenti (escluso il settore agricolo) e una media di 7,2 dipendenti per azienda. La considerevole differenza tra il numero di aziende attive e quelle che hanno presentato le regolari denunce contributive, è dovuta in massima parte alla sospensione dei versamenti e degli adempimenti contributivi prevista dalle norme legislative emanate a seguito dell’emergenza coronavirus e alla sospensione provvisoria o al calo di attività delle imprese del settore turistico».
SOLO MICRO AZIENDE. Dal confronto dei settori economici emerge che il commercio e il manifatturiero assorbono, da soli, il 45% dei dipendenti di tutte le aziende, seguiti dalla ristorazione e dalle costruzioni, con il 18% dei dipendenti.
Gli altri comparti occupano il 37% dei lavoratori. Quanto alle dimensioni delle imprese, l'80% delle aziende rientrano nella fascia delle micro e piccole aziende, da 1 a 6 addetti, mentre le grandi imprese, con più di 50 lavoratori, rappresentano appena l'1,7% del totale. Le aziende di medie dimensioni sono il 18,3%. «Per quanto riguarda le sole imprese agricole», si legge nel report, «a dicembre 2019 le società erano 2.816 con 17.630 rapporti di lavoro attivi e una percentuale media di addetti per azienda pari a 6,2 unità».
CRESCONO I DISOCCUPATI. Si continua a perdere occupazione. Nel primo quadrimestre dello scorso anno i lavoratori fuoriusciti dal mercato e in disoccupazione erano 15.186. Nello stesso periodo di quest'anno sono saliti a 16.628, con un incremento di 1.437 unità. «Nel corso del primo quadrimestre di quest'anno», fa sapere l'Inps, «sono state autorizzate 16.081.123 ore di interventi per cassa integrazione guadagni. In particolare, 15.129.181 ore di cassa ordinaria, 648.170 ore di cassa straordinaria e 303.772 ore di cassa in deroga. Rispetto all’anno precedente, complessivamente, si è registrato un incremento di 14.432.750 ore».
PENSIONI EROGATE. Sono 394.852, su un totale di 1.311.580 residenti, le prestazioni relative alle pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità e superstiti erogate dall'Inps, secondo i dati aggiornati al primo gennaio di quest'anno. Delle quasi 395mila prestazioni in essere, 319.933 riguardano dipendenti privati e 74.919 dipendenti pubblici. Le pensioni, tuttavia, non coincidono con il numero finale dei soggetti beneficiari: «Nei confronti di una sola persona possono essere erogate più prestazioni», fa notare il direttore regionale Inps, Luciano Busacca. In particolare, del totale dei dipendenti privati, sono 103.918 le prestazioni relative a vecchiaia, 97.671 quelle di anzianità, 26.299 le pensioni di invalidità. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, sono 50.669 le prestazioni di vecchiaia, 7.284 di inabilità e 16.966 per superstiti.
A livello territoriale, il maggior numero di prestazioni per dipendenti privati, 91.826, riguarda la provincia di Chieti, seguita da quelle dell’Aquila (90.493), Teramo (71.612) e di Pescara (66.002). Per il settore pubblico, in testa figura Chieti (20.922). A seguire, L'Aquila (20.342), Pescara (17.589) e Teramo (16.066). (m.p.)