Disoccupazione in crescita Luciani contesta le cifre

20 Novembre 2016

Francavilla, il sindaco boccia all’allarme lanciato da Leonzio sui dati del Sil «Messi in relazione trend non uguali in provincia, ma stiamo lavorando»

FRANCAVILLA. La vita comincia a trent'anni. Ma quando le relazioni interpersonali diventano difficili, il lavoro non si trova e i nervi sono spesso a fior di pelle, ecco che tutto arriva al limite del pericolo. Anche per chi ti vive intorno è difficile, e l'attenzione va sempre tenuta al massimo. Pena il rischio di un gesto inconsulto.

Com’è accaduto ieri, prima serata, a Francavilla. Quello che comincia da un banale litigio in famiglia, come ne capitano tanti nelle case, diventa scontro durissimo tra madre e figlio, generazioni diverse, qualche volta lontane anni luce, e rischia di trasformarsi in tragedia. Per fortuna così non è stato, anche se un giovane è ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Spirito Santo, a Pescara. È un 31enne francavillese, secondo il racconto dei soccorritori, che dopo aver discusso violentemente con i genitori ha tentato di farla finita gettandosi dal balcone della propria abitazione.

Sequenza da brividi, osservata da qualche vicino di casa, a sua volta sconvolto. Un gesto disperato che denota malessere profondo. Per quel giovane, del quale volutamente omettiamo ogni riferimento, la discussione in casa di ieri è stata più pesante delle altre. Solite storie, futili motivi. Toni alti. E, alla fine del diverbio, il ragazzo che si avventa verso il balcone, al secondo piano di una palazzina nella zona nord di Francavilla. Urla e minaccia di gettarsi nel vuoto, poi si butta davvero. Una manciata di secondi tra l'intenzione di cedere alla follia e il coraggio di farlo. Precipita. Immediata la chiamata dei soccorsi.

Quando, dopo pochi minuti, un’ambulanza del 118 partita dalla centrale di Chieti arriva sul posto, è ancora cosciente. Subito la corsa verso l'ospedale di Pescara, qui il giovane uomo viene ricoverato in condizioni gravi. Ha diversi traumi, come era prevedibile: testa, addome, torace, e una prognosi ancora riservata.

A casa, a Francavilla, ci sono i genitori increduli, vinti dal dolore. Lo choc è fortissimo. Nessuno avrebbe potuto immaginare un epilogo così, che non è stato fatale ma avrebbe potuto esserlo, nonostante le condizioni del ferito restino molto gravi.

Nel frattempo arrivano anche i carabinieri di Francavilla, coordinati dal comandante Antonio Solimini.

I militari si trattengono a lungo nell'abitazione della famiglia. Vengono ascoltati i genitori per indagare su cosa sia realmente accaduto in quella casa, comprendere le ragioni di un disagio sfuggito al controllo. Il ragazzo viene descritto come un tipo piuttosto introverso, ma non più di tanti suoi coetanei alle prese con un mondo difficile. Complicato spiegare le ragioni di tanta rabbia e disperazione.

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