Disordini in ospedale: scagionato Angelo Ciarelli

18 Ottobre 2024

PESCARA. «Non si rinvengono elementi per poter ascrivere ad Angelo Ciarelli una compartecipazione nell’aggressione al personale sanitario». È la conclusione del Tribunale di sorveglianza che ha...

PESCARA. «Non si rinvengono elementi per poter ascrivere ad Angelo Ciarelli una compartecipazione nell’aggressione al personale sanitario». È la conclusione del Tribunale di sorveglianza che ha riammesso Ciarelli all’affidamento in prova al servizio sociale come richiesto dall’avvocato Marco Di Giulio. A Ciarelli era stata sospesa la misura dopo i disordini di settembre in ospedale, quando una ventina di cittadini di origine rom avevano scatenato il putiferio in Oncologia in seguito alla morte di un familiare. Venti furono le denunce e, per effetto dell’aggravamento della misura, Angelo Ciarelli e il gemello Antonio (anche quest’ultimo in prova ai servizi sociali) furono arrestati in quanto accusati di aver partecipato a quei disordini. Ma come dimostrato dalla difesa, Angelo Ciarelli non era in ospedale, tanto che nelle immagini di videosorveglianza non si vede e ha una testimone che avvalora la sua uscita da casa non prima delle 7,45 (il caos in ospedale c’era stato tra le 6 e le 7,30) e il suo arrivo, all’esterno dell’ospedale, è intorno alle 9. Alleggerita anche la posizione del gemello Antonio Ciarelli che lascia il carcere e va ai domiciliari, considerando che lui era in ospedale quella mattina, ma non risulta aver materialmente partecipato all’aggressione. «Ringrazio l’avvocato Di Giulio e la magistratura», dice la sorella Rosaria Ciarelli, «che hanno ricostruito la verità».