Disperso un 30enne nella grotta allagata

5 Luglio 2020

Roccamorice, il giovane di Chieti intrappolato durante l’esplorazione sulla Maiella Sopravvissuti ma sotto choc altri due uomini: «Tutto all’improvviso, orribile»

ROCCAMORICE. La piena arriva nel buio, a 70 metri dall’uscita della grotta, trasformando in un incubo una spedizione speleologica. Un giovane di Chieti è ufficialmente disperso, ma le speranze di ritrovarlo in vita sono ridottissime e si affievoliscono col passare delle ore. Ha 30 anni e da due fa parte dello Speleo club teatino.
Gli altri due compagni di esplorazione, un 36enne di Pianella e un 31enne marchigiano, travolti dalla piena e intrappolati nella grotta, si sono salvati per miracolo, riuscendo a raggiungere l’uscita con l’aiuto dei soccorritori. Bagnati, stremati, terrorizzati e con un principio di ipotermia, entrambi sono stati accompagnati all’ospedale di Pescara dalle ambulanze dell’associazione Life. Sono sotto choc, ma se la caveranno.
L’ALLARME. Mancano pochi minuti alle 16 quando scatta l’allarme, lanciato da altre due persone, un uomo e una donna, che si trovavano all’esterno della cavità naturale denominata la Risorgenza in località Fosso Capanna, a un paio di chilometri dal centro abitato di Roccamorice, paese del Pescarese ai piedi della Maiella. La gravità della situazione viene percepita subito. Le piogge nelle 24 ore precedenti hanno causato una piena, stando alle prime, frammentarie informazioni che arrivano dai soccorritori. Si alza in volo prima l’elicottero del 118 e successivamente quello dei vigili del fuoco di Pescara. Vengono immediatamente attivate le commissioni del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo, in particolare l’unità speleosubacquea e disostruzione per facilitare il passaggio delle zone della grotta che risultano allagate. Al lavoro la XV Zona speleo del Cnsas coadiuvata dalla controparte alpina. Sul posto, di supporto, squadre dei vigili del fuoco di Alanno e Pescara. C’è anche il sindaco di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio, in contatto con la sala regionale della Protezione civile guidata da Silvio Liberatore.
I SOPRAVVISSUTI. «Orribile, tutto così all’improvviso, non abbiamo avuto il tempo di fare nulla», è il racconto fatto ai soccorritori dai due sopravvissuti. Uno è Giuseppe Pietrolungo, 34enne, abruzzese di Pianella, l’altro si chiama Stefano Farinelli, 31 anni, arrivato da Genga, in provincia di Ancona. Travolti dall’acqua, sono riusciti a guadagnare l’uscita della grotta, fatta di stretti passaggi e diverse cavità, grazie a un primo intervento dei soccorritori che con le idrovore hanno fatto abbassare il livello dell’acqua. Del gruppo di speleologi facevano parte alcuni marchigiani e altri abruzzesi dello Speleo club di Chieti.
Da venerdì era stato allestito un campo all’esterno della grotta e, a turni, si procedeva nell’esplorazione dei passaggi. Il gruppo aveva tutte le attrezzature per svolgere una discesa in sicurezza, comprese delle idrovore.
COSA È SUCCESSO. Le piogge di venerdì hanno innescato una piena improvvisa e inattesa che come l’esplosione di una bomba ha travolto i tre, allagando le cavità e intrappolandoli.
«La cavità, in fase esplorativa, presenta parti strette ed allagate», fanno sapere dal Soccorso alpino, «i tre sono rimasti bloccati oltre un sifone, ovvero un passaggio allagato, che si è riempito a circa 70 metri dall’ingresso».
I vigili del fuoco del distaccamento di Alanno e dalla sede centrale di Pescara hanno inviato pompe di sollevamento acqua e gruppi elettrogeni per prosciugare i passaggi allagati, mentre all’esperto la zona è stata illuminata dalle fotoelettriche. Dal Lazio e dalla Campania sono arrivati gli speleosub dei vigili del fuoco, con particolari attrezzature per raggiungere la persona rimasta all’interno. Sul posto il funzionario dei vigili del fuoco di Pescara, Paolo D’Angelo, che ha coordinato i soccorsi con la supervisione della prefettura di Pescara. Soccorsi particolarmente impegnativi perché nonostante l’impiego delle idrovore le cavità naturali continuavano a riempirsi d’acqua. La Protezione civile abruzzese, invece, ha fornito supporto logistico ai soccorritori e la sede di Lettomanoppello è stata allestita con brande, bagni e docce, in una notte che la natura ha reso drammatica.
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