Distretto Asl, il progetto non dovrà essere pagato

16 Dicembre 2016

Il giudice chiude il contenzioso durato sei anni sulla nuova struttura sanitaria: negati 253mila euro ai professionisti che realizzarono il bozzetto mai approvato

MONTESILVANO. Il Comune di Montesilvano non dovrà pagare i professionisti che realizzarono il primo progetto faraonico del distretto sanitario di via Di Vittorio. Una struttura avveniristica, con due edifici e tanto di torre, ideata da cinque tra architetti e ingegneri durante l’amministrazione Cantagallo e che, per esigenze economiche, venne ridimensionata dagli stessi professionisti alla palazzina attuale ancora in via di completamento.

Ed è proprio quel primo maxi progetto che negli ultimi 6 anni è stato oggetto di un contenzioso da 253 mila euro conclusosi in questi giorni con la vittoria dell’Ente e dell’Azienda Speciale per i servizi sociali. Il tribunale di Pescara ha, infatti, stabilito che quegli elaborati, mai approvati dal Comune, non dovranno essere pagati. La vicenda giudiziaria ha origine nel 2010, quando gli architetti Franco Feliciani, Gabriele D'Arcangelo, Fabrizio Mulone e gli ingegneri Donato Emidio Di Federico e Antonino Prosperi, incaricati nel 2005 dall’Ente strumentale di progettare la nuova struttura sanitaria, intentano causa all’Azienda per il mancato pagamento delle loro parcelle, per un importo complessivo di circa 250 mila euro.

Il pool di professionisti presenta un decreto ingiuntivo contro il quale però l’Ente, rappresentato dagli avvocati Marina D’Orsogna e Federica Liberatore, si oppone. Secondo quanto sostenuto dall’Azienda Speciale, infatti, si trattava di semplici schizzi precedenti alla proposta progettuale poi approvata e per la quale il Comune stava già procedendo al pagamento, pari a 132 mila euro. «Il giudice», afferma Luca Cirone, presidente dell’Azienda Speciale, «ha dunque deciso per la revoca del decreto di ingiunzione opposto, avallando di fatto la posizione dell’Azienda. Con questa sentenza otteniamo un importante risultato che chiude una vicenda che ha causato anche importanti rallentamenti alla realizzazione del distretto sanitario, opera strategica per il miglioramento dei servizi sanitari e assistenziali della città di Montesilvano. La decisione del giudice», aggiunge Cirone, «evita inoltre il duro colpo alle casse del Comune, che il pagamento di quanto richiesto dai professionisti avrebbe inferto».

La sentenza rappresenta dunque anche un importante passo avanti nell’ambito della realizzazione del distretto, ideato nel 1995, i cui lavori sono partiti nel 2009 con la posa della prima pietra e che avrebbe dovuto essere pronto il 13 gennaio 2011.

Ad oggi, invece, la struttura rappresenta ancora un’incompiuta che costringe la Asl a sborsare più di 100 mila euro l’anno per l’affitto della fatiscente struttura di corso Umberto. Stando alle ultime dichiarazioni dell’amministrazione Maragno, tuttavia, entro il mese di febbraio dovrebbero partire gli ultimi interventi che, stando al progetto esecutivo del Comune, avranno una durata di 200 giorni, quindi circa 7 mesi. Si tratta di un lotto da 782.600 euro circa, di cui 282 mila a carico della Asl e già disponibili nelle casse del Comune, e i restanti 502.600 circa a carico della Regione. Gli interventi riguarderanno in particolare la realizzazione di una scala antincendio e degli ascensori per la parte interna, e la sistemazione dell’area esterna attraverso la realizzazione di parcheggi, aree verdi, illuminazione, percorsi pedonali, recinzione e pavimentazione dove prevista. «Se tutto procederà senza interruzioni, come ci auguriamo», ha dichiarato l’assessore Valter Cozzi nelle scorse settimane, «entro l’autunno del 2017 saremo finalmente pronti per consegnare alla città questa importante e necessaria opera pubblica».

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